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Mercoledì, 18 Maggio 2022
La crisi ucraina / Ungheria

Orban vola dall'amico Putin. E la destra europea si divide sulla Russia

Il leader ungherese discuterà di gas e nucleare con il presidente russo. Anche Le Pen "rinnega" la dichiarazione di Madrid anti-Mosca

I partiti "conservatori e patrioti" europei denunciano che "le azioni militari russe al confine orientale dell'Europa hanno condotto sull'orlo di una guerra". La dichiarazione firmata la scorsa settimana a Madrid dai leader di un pezzo importante della destra europea, tra cui Marine Le Pen e il premier polacco Mateusz Morawieck, sembrava aver raggiunto un importante traguardo: porre tutti i partiti del nascente nuovo blocco politico (o presunto tale) sulla stessa linea nei confronti della Russia. Ma passate poche ore dalla fine del summit spagnolo, già Le Pen faceva un passo indietro, eliminando il passaggio su Mosca nel testo della dichiarazione tradotto in francese. Mentre Viktor Orban, nonostante ci sia anche la sua firma in calce, farà visita nelle prossime ore a Vladimir Putin, tra le lodi del Cremlino.

Già, perché il leader ungherese, a dispetto dei suoi alleati russofobi (in primis il PiS polacco) e delle ferite del periodo sovietico ancora aperte nel suo Paese, ha voluto ribadire proprio in questi giorni di tensioni tra Usa, Ue e Russia sull'Ucraina il suo rapporto privilegiato con Putin. "Questa è una visita molto importante", ha tenuto a sottolineare il Cremlino. "Abbiamo relazioni molto sviluppate con l'Ungheria - ha aggiunto il portavoce di Mosca, Dmitri Peskov - Siamo molto colpiti dall'approccio indipendente dell'Ungheria nel soddisfare i propri interessi e nella scelta dei propri partner, siamo molto colpiti da questo". 

Peter Szijjarto, ministro degli Esteri ungherese, ha spiegato a quali "interessi" fa riferimento il Cremlino: c'è la questione del gas, innanzitutto, ma anche la produzione del vaccino russo Sputnik Covid in Ungheria e le discussioni su una centrale nucleare a lungo ritardata che la Russia sta costruendo nel Paese. Orban, che nel 1989 aveva iniziato la sua ascesa politica invitando le forze sovietiche a lasciare l'Ungheria, sa che oggi promettere bollette meno care (gas) e nuovi posti di lavoro (nucleare) vale molto più in termini elettorali dei fantasmi del passato. Le urne si apriranno a breve, e come ha spiegato sempre Szijjarto, la disputa sull'Ucraina riguarda la Russia e l'Occidente, e l'Ungheria non vuole prendervi parte, nonostante sia un membro della Nato (e in virtù di tale ruolo si oppone a un allargamento a Kiev dell'Alleanza atlantica, come chiede Putin).

Orban, dunque, tira dritto. E giocando anche sulle timidezze dell'Ue nei confronti di Mosca (a partire da quelle della Germania), si è ritagliato un ruolo di primo piano nei rapporti con Putin. Il leader ungherese non sembra preoccupato neppure dalla reazione degli Usa: il presidente Joe Biden ha escluso l'Ungheria a un recente vertice sulla democrazia a cui sono stati invitati tutti gli altri 26 Stati Ue, ma Orban è sicuro che le relazioni transatlantiche di Budapest saranno salvate grazie ai suoi rapporti personali con Donald Trump e un pezzo della destra statunitense. In altre parole, il premier ungherese sembra condurre una partita in cui è convinto di tenere insieme le diverse anime della destra occidentale, comprese quelle più anti-russe. Se ci riuscirà, lo si vedrà nei prossimi anni.  

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