menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Il presidente russo Vladimir Putin e il premier ungherese Victor Orban in una foto d'archivio

Il presidente russo Vladimir Putin e il premier ungherese Victor Orban in una foto d'archivio

Orban "scarica" Putin e l'Ue. E punta sul vaccino cinese

Il premier ungherese lamenta che la produzione del farmaco russo va a rilento, come i rifornimenti di dosi da Bruxelles. E si affida a Pechino: "Sempre meglio stare con i piedi in due scarpe"

La prima tranche di 6mila dosi ricevute da Mosca, evidentemente, non lo ha convinto. Mentre Bruxelles è, a giudizio non solo suo, troppo lenta nell'ottenere e smistare quelle di Pzifer-BioNtech. E così, ora il premier ungherese Viktor Orban dice di voler puntare sul vaccino cinese contro il Covid-19. "Meglio stare con i piedi in due scarpe", ha detto nel corso della solita intervista alla radio nazionale d'Ungheria.

"Sappiamo che il vaccino russo è buono (lo Sputnik V, ndr) ma non ce n'è abbastanza e probabilmente non lo sarà, poiché ci sono limiti alla capacità di produzione", ha detto Orban. In confronto allo Sputnik V "il vaccino cinese è più promettente, sembra che sarà disponibile prima e in quantità maggiori", ha aggiunto. Il premier ungherese sembra dunque "scaricare" il farmaco russo (e Vladimir Putin) dopo averne fatto uno strumento di propaganda anti-Ue già a novembre scorso, quando si vantò di avere un accordo con Mosca, tanto da aver ricevuto dei campioni di prova.

Adesso, però, si scopre che anche in Russia la produzione procede a rilento. Oltre al fatto che diversi esperti, anche russi, hanno espresso preoccupazioni per l'accelerazione del processo di approvazione dello Sputnik V e per la carenza di dati trasparenti sui test finora effettuati. Timori di cui Orban non sembra curarsi, almeno nelle dichiarazioni pubbliche. Ciò che conta per il leader ungherese sono rapidità e quantità dei vaccini. Da qui, l'apertura al vaccino cinese, che come quello russo non è lontanamente pronto per l'approvazione dell'Ema, l'agenzia europea del farmaco. Ma è di certo funzionale alla retorica euroscettiva di Orban.

"Ci prendiamo cura della rete di contatti per le relazioni orientali, poiché Bruxelles non lo fa", ha spiegato Orban nell'intervista, aggiungendo che l'obiettivo è di dare agli ungheresei la possibilità di scegliere se vaccinarsi con un "vaccino occidentale o con un vaccino cinese". A oggi, però, è a Bruxelles che Budapest deve fare affidamento. per la campagna anti-Covid. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

EuropaToday è in caricamento