Orban stravince in Ungheria, Salvini e Berlusconi se lo contendono. Ma sui migranti è una brutta notizia per l'Italia

Il premier nazionalconservatore ha conquistato il 50% dei voti. Il leader della Lega esulta, mentre i forzisti sottolineano il fatto che in Europa sia un loro alleato. Peccato, pero', che proprio a Bruxelles  il “dittatore”, come lo chiama Juncker, abbia bloccato le misure sui rifugiati richieste dal nostro paese

Ha conquistato il potere con le sue posizioni liberiste ed europeiste e forte del suo passato da strenuo oppositore della Mosca comunista. Col tempo, è diventato nazionalista e sostenitore della Russia di Vladimir Putin. Nemico dichiarato di George Soros, ha studiato a Oxford grazie a una borsa di studio dello stesso finanziere ungherese-statunitense. A Bruxelles, siede al fianco di Silvio Berlusconi e Antonio Tajani al tavolo del Ppe, ma le parole più entusiaste verso di lui le ha espresse Matteo Salvini. Tutto questo è Viktor Orban, il leader del partito di destra Fidesz che si è confermato per la quarta volta primo ministro in Ungheria. 

Le politiche anti-immigrazione

Definito un “eroe” dall'ex stratega di Trump, Steve Bannon, e chiamato “dittatore” dal presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, Orban ha condotto una campagna elettorale all'insegna dei richiami alla difesa della nazione dall'invasione dei migranti (per quanto il paese sia solo una “stazione” di transito), dopo aver alzato muri contro i rifugiati in fuga dalla guerra in Siria e promosso una legge che punisce le ong che li aiutano. Spot e misure che hanno funzionato, dato che alle urne Orban ha ottenuto intorno al 50% dei voti. 

L'entusiasmo di Salvini

In Italia, la sua vittoria è stata salutata con entusiamo dalla Lega di Salvini e da Fratelli d'Italia: “L'Ungheria ha votato con il cuore e con la testa, ignorando le minacce di Bruxelles e i miliardi di Soros”, ha scritto il segretario leghista su Facebook. "Buon lavoro presidente Orban, spero di incontrarla presto da presidente del Consiglio italiano", ha auspicato. Sulla stessa linea Giorgia Meloni: "I patrioti europei festeggiano la conferma di Viktor Orban alla guida dell'Ungheria. Difesa dell'identità, lotta all'islamizzazione forzata, contrasto alla speculazione finanziaria e al globalismo: è il modello che Fratelli d'Italia vuole seguire anche in Italia", ha detto la presidente di FdI.

Gasparri: è nostro alleato

Meno entusiastici sono sembrati i messaggi dei berlusconiani, per quanto nei fatti Orban sia un loro alleato in Europa, dal momento che è iscritto al Ppe, il Partito popolare europeo di cui fanno parte anche Angela Merkel e Juncker. “La vittoria di Orban alle elezioni in Ungheria premia il Ppe e la fermezza contro i clandestini”, ha tenuto a sottolineare il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. 

Il braccio di ferro con l'Italia

Peccato, pero', che il nazionalismo di Orban faccia a pugni con le richieste dell'Italia in tema di immigrazione. Orban, infatti, è tra i leader Ue che più di tutti hanno bloccato qualsiasi riforma delle regole che governano la gestione di migranti tra i paesi membri: insieme a Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca (il cosiddetto Gruppo di Visegrad), si è opposto alle quote sui rifugiati e più in generale a qualsiasi meccanismo che consentisse di ridurre il peso degli arrivi su Italia e Grecia. Per tutta risposta, il governo Gentiloni ha ricordato in questi anni all'Ungheria quanto il paese dell'ex blocco sovietico dipenda dai fondi strutturali europei, di cui l'Italia è tra i maggiori finanziatori in Ue. E ha chiesto a Bruxelles di “punire” gli Stati di Visegrad con un taglio a queste risorse. 

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Il braccio di ferro riguarda soprattutto la nuova programmazione dei fondi europei, le cui trattative sono in corso. Chissà se un governo composto da Salvini e Meloni continuerà la battaglia contro Budapest e l' “amico” Orban.
 

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