Orban chiede scusa: “Non buttatemi fuori dal Ppe”

Il leader ungherese ha scritto una lettera ai 13 partiti popolari che ne hanno chiesto l’espulsione. Il timore è di perdere le “protezioni” assicurate dalla famiglia politica di Angela Merkel e Jean-Claude Juncker. Ma la mossa forse non basterà

Il premier ungherese Viktor Orban

E alla fine, il ribelle Viktor Orban si cosparse il capo di cenere. In una lettera inviata ai 13 partiti Ue della grande famiglia del Partito popolare europeo che ne hanno chiesto l’espulsione, il leader ungherese si è “rispettosamente” scusato per averli definiti degli “utili idioti della sinistra”. E soprattutto, chiede di non venire messo alla porta. 

“Intendo esprimere le mie scuse, se vi sentite personalmente attaccati per la mia citazione", scrive Orban. E prosegue affermando di ritenere sbagliato che le “differenze” nelle posizioni su tematiche come quella dei migranti “debbano essere risolte attraverso l'esclusione di un partito dal Ppe". Pertanto, continua il primo ministro dell'Ungheria, “io qui chiedo rispettosamente di ripensare la proposta di esclusione”.

Inoltre Orban spiega che quella degli "utili idioti" - espressione che aveva usato in un'intervista rilasciata a Welt - è una citazione di Lenin, che lui ha ha utilizzato per criticare un certo tipo di politica, "non determinati politici".

Secondo alcuni osservatori, la mossa di Orban si spiega con il timore di perdere lo “scudo protettivo” che il Ppe, il principale partito europeo dell’Ue di cui fanno parte Angela Merkel e Jean-Claude Juncker, ha sempre garantito ai suoi membri. Tanto più in un momento in cui l’Ungheria è sotto procedura d’infrazione per le sue leggi sullo Stato di diritto e nello specifico sui richiedenti asilo.

Secondo altri, pero’, Orban starebbe soltanto prendendo tempo. E a quanto pare le sue scuse non hanno cambiato la posizione di chi ne chiede l’espulsione. “Per Fidesz (il partito di Orban, ndr) non c’è posto nel Ppe”, ha detto il belga Wouter Beke.

D’altra parte, Orban sembra essersi dimenticato delle accuse rivolte a Juncker: al presidente della Commissione, infatti, non sono arrivate ancora scuse ufficiali. Ma non solo: la campagna lanciata dal leader ungherese con soldi pubblici e supportata da manifesti e pubblicità in Tv anti-Ue con i volti dello stesso Juncker e di Georges Soros, prosegue senza sosta. 

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Il motivo, ha spiegato il portavoce del governo di Budapest, è che Orban si è si’ scusato, ma non intende ritrattare le sue posizioni sulle migrazioni e su altre questioni europee. Posizioni che rischiano di portarlo fuori dal Ppe. E, forse, tra le braccia di Matteo Salvini.

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