Orban rischia di spaccare il governo in Europa: Lega e M5s divisi su sanzioni a Ungheria?

La prossima settimana a Strasburgo, il Parlamento Ue dovrà decidere se attivare l'articolo 7 del Trattato nei confronti dell'Ungheria, cosa che toglierebbe il diritto di voto a Budapest sulle leggi da approvare a Bruxelles

I partiti della coalizione di governo italiano, M5s e Lega, rischiano di spaccarsi sull’Ungheria. La prossima settimana il Parlamento europeo si riunirà a Strasburgo per la sessione plenaria. L’Aula, tra le altre cose, dovrà votare la richiesta di sanzioni contro il Paese dell’Est per le continue violazioni dello stato di diritto. Un voto che potrebbe aprire la strada alla sospensione del diritto di voto dell’Ungheria in Consiglio. “Mi aspetto che il Movimento 5 stelle sostenga” la richiesta di sanzioni, “non credo che invece che la Lega lo farà”, sostiene Judith Sargentini (Verdi), relatrice del testo.

Il voto, nello specifico, prevede l'attivazione dell'articolo 7 del Trattato, cosa che comporterebbe, se approvato, lo stop al diritto di voto dell'Ungheria in sede di Consiglio: in sostanza, non potrà dire la sua sulle leggi approvate dall'Ue. Il voto rischia di dividere non solo gli italiani. A essere in difficoltà sono soprattutto quanti siedono nei banchi del Partito popolare europeo (Ppe). “Sì, per me è un problema” che il il primo ministro ungherese Viktor Orban e il suo partito facciano parte del Ppe, ammette il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, nel Ppe da sempre, al suo arrivo alla conferenza dei presidenti. La spaccatura tutta interna al centrodestra europeo c’è e sarà visibile al momento del voto.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Per chiedere al Consiglio di prendere provvedimenti contro l’Ungheria, l’Aula dovrà approvare la richiesta con una maggioranza dei due terzi dei votanti, che non possono essere meno di 376 deputati (la metà più uno dell’emiciclo). Le astensioni vengono contate come non voti, e dunque contribuiranno ad abbassare il quorum dei votanti. Non sarà facile per l’Aula trovare i numeri, ma la questione ungherese potrà comunque determinare altri tipi di strappi politici.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Per l'Ue anche l'Italia è zona rossa: si salva solo la Calabria (che però perde il "bollino" verde)

  • Svezia sicura della sua strategia, elimina anche le restrizioni per anziani e vulnerabili

  • L'Olanda manda i malati di Covid in Germania: "Nelle terapie intensive solo 200 posti ancora liberi"

  • Dopo la Brexit il Regno Unito pensa di espellere i senzatetto stranieri

  • La Corte Ue "salva" il taglio dei vitalizi agli eurodeputati italiani

  • Si rifiuta di stringere la mano alle donne. Negata cittadinanza a medico libanese

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
EuropaToday è in caricamento