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Sabato, 2 Marzo 2024
Guerra Russia-Ucraina

Orban salva il patriarca Kirill, ma c’è il via libera Ue all’embargo sul petrolio russo

Entro l’anno l'Europa taglierà le importazioni di greggio del 92%. Sanzionati anche i responsabili del massacro di Bucha e oscurati altri tre media pro-Cremlino

Il governo ungherese ha salvato il patriarca della chiesa ortodossa Kirill dalle sanzioni dell’Unione europea. Il sofferto sì degli altri ventisei esecutivi dell’Ue all’ultima pretesa del premier magiaro, Viktor Orban, ha permesso di sbloccare il sesto pacchetto di sanzioni a Mosca, proposto dalla Commissione un mese fa, che include il divieto di importare petrolio dalla Russia. Le navi di greggio russo smetteranno di arrivare già dai prossimi mesi e saranno totalmente interdette nei porti Ue dal primo gennaio 2023. Le deroghe al petrolio in arrivo via oleodotto, anche queste volute da Orban, permetteranno invece a una piccola fetta dell'export petrolifero russo di continuare a generare profitti nel mercato Ue. 

Lo stop alle navi di greggio, “combinato con le decisioni nazionali prese da Germania e Polonia, ridurrà le importazioni russe di petrolio del 92% entro la fine dell’anno”, ha annunciato la presidenza francese del Consiglio Ue dopo l’approvazione degli ambasciatori europei delle nuove sanzioni alla Russia. 

“Questo sesto pacchetto - si legge ancora nella nota del Consiglio Ue - estende in modo significativo le sanzioni contro la Russia a nuove aree e prevede, in particolare, sanzioni contro membri dell'apparato militare e di sicurezza legati ai massacri di Bucha, entità del settore industriale e tecnologico legate all'aggressione russa, oligarchi e attori della propaganda russa e i membri delle loro famiglie”. In quest’ultimo gruppo di provvedimenti sarebbe dovuto rientrare anche quello contro il patriarca Kirill, considerato molto vicino al Cremlino e che negli ultimi mesi ha giustificato l’invasione. Ma il veto del governo ungherese presentato ieri sulle sanzioni all’uomo di chiesa avevano causato un nuovo stallo ai tavoli di Bruxelles sull’intero pacchetto. Di qui scelta di cedere alle richieste di Orban pur di dare il via libera alle sanzioni concordate dai leader al Consiglio europeo di lunedì e martedì.

Tra i provvedimenti oggi confermati dagli ambasciatori c’è anche “la disconnessione dal sistema Swift di tre banche russe, tra cui Sberbank, e una banca bielorussa”. Prevista inoltre “l'estensione dei divieti all'esportazione verso la Russia, in particolare di prodotti chimici e high-tech” e “di fornire servizi al settore petrolifero russo”. Il pacchetto include anche “il divieto di tre media russi coinvolti nella diffusione della propaganda” di diffondere notizie nell’Ue. “Questo pacchetto di sanzioni sarà adottato dal Consiglio mediante procedura scritta in vista della sua pubblicazione domani nella Gazzetta ufficiale dell’Ue”, ha concluso la presidenza francese.

Chi è Kirill, il patriarca finito nel mirino delle sanzioni Ue

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