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Viktor Orban a un Summit del Ppe - foto archivio Ansa EPA/JULIEN WARNAND

Viktor Orban a un Summit del Ppe - foto archivio Ansa EPA/JULIEN WARNAND

Orban dice addio al Ppe (che lo voleva cacciare), è la fine di un matrimonio d'interesse

I deputati di Fidesz si dimettono in blocco dal gruppo popolare, dove comunque erano considerati scomodi: "Vogliono silenziare la nostra voce e renderci innocui"

Dopo mesi, anzi anni, di polemiche e tira e molla Viktor Orban, ha ufficializzato l'uscita del suo partito, Fidesz, dal Partito popolare europeo. "Le modifiche alle regole del gruppo del Ppe sono chiaramente una mossa ostile contro Fidesz e i nostri elettori", ha scritto il premier ungherese, nella missiva indirizzata al presidente del gruppo del Ppe a Strasburgo, Manfred Weber, in cui comunica le dimissioni dei 12 eurodeputati del suo partito dalla formazione di centrodestra.

Matrimonio d'interesse

Quello tra Fidesz e i popolari è sempre stato un matrimonio di convenienza ma scomodo allo stesso tempo per entrambi. A Orban faceva comodo stare nel gruppo più grande e influente dell'Aula, e ai popolari servivano i deputati del partito ungherese per mantenere questa egemonia a Strasburgo e Bruxelles, ma nello stesso tempo le posizioni della formazione politica ungherese erano spesso un imbarazzo per il Ppe, e sembravano più vicine a quelle di gruppi più spiccatamente di destra come quello dei Conservatori, di cui fa parte Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, o Identità e Democrazia, di cui fa parte la Lega di Matteo Salvini. Per anni le polemiche contro Orban sono state quasi all'ordine del giorno e si era arrivati a una situazione in cui, come recita un vecchio adagio napoletano, “Giorgio se ne vò jì e 'o vescovo 'o vò mannà”, che in italiano è “Giorgio se ne vuole andare e il Vescovo lo vuole mandare via”. La separazione è la cosa migliore per entrambi, anche se ora sarà una gara tra Orban che affermerà di essersene andato di sua spontanea volontà e i popolari che rivendicheranno di averlo cacciato (dopo aver utilizzato per anni i suoi voti e il suo supporto).

Le accuse di Orban

"Mentre centinaia di migliaia di europei sono ricoverati in ospedale e i nostri medici stanno salvando vite, è estremamente deludente vedere che il gruppo Ppe sia paralizzato dai suoi problemi amministrativi interni e stia cercando di silenziare e rendere innocui i nostri deputati democraticamente eletti", ha scritto Orban nella sua lettera, lamentando che "ciò è antidemocratico, ingiusto e inaccettabile". Prima dell'annuncio di Orban del ritiro dei suoi eurodeputati, il gruppo del Ppe al Parlamento europeo aveva approvato il nuovo regolamento con 148 voti favorevoli, 28 contrari e 4 astensioni. Il nuovo regolamento interno aggiorna le norme esistenti in vigore dall'ottobre 2013. Le norme sono state adottate a maggioranza qualificata (che rappresenta l'84,1% dei voti).

Le nuove regole del Ppe

Le nuove regole specificano le procedure relative all'appartenenza al gruppo e a quali condizioni possono avvenire sospensioni ed esclusioni. Tra le cose che vengono aggiunte c'è che i partiti che fanno parte del gruppo si impegnano a rispettare l'articolo 2 del Trattato dell'Unione europea che recita: “L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini”.

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