“Ora legale, ecco perché vogliamo abolirla”

Intervista a Heidi Hautala, eurodeputata finlandese dei Verdi, che al Parlamento Ue guida la battaglia per eliminare l'obbligo per gli Stati membri di spostare le lancette dell'orologio due volte all'anno

European Parliamen

"Se la direttiva che ha introdotto l'ora legale fosse proposta oggi penso che non verrebbe votata perché la gente reputerebbe folle spostare le lancette dell'orologio due volte all'anno”. Heidi Hautala è la vicepresidente del Parlamento europeo in quota Verdi. Ma oggi, a Strasburgo, Hautala sventola soprattutto la bandiera della sua patria, la Finlandia, per combattere una battaglia che per i suoi concittadini è diventato uno dei principali terreni di scontro con Bruxelles: l'ora legale. Già, perché una petizione in Finlandia ha chiesto e ottenuto che il governo abolisca il cambio delle lancette dell'orologio due volte l'anno. Ma per farlo, Helsinki deve prima convincere il resto d'Europa, dato che una direttiva Ue del 2000 rende obbligatoria l'applicazione dell'ora legale in tutti gli Stati membri. 

Hautala, perché chiedete l'abolizione?

“Oggi, il costo dell'illuminazione è decisamente più basso rispetto a quando questa direttiva è stata adottata. L'ora legale non svolge più alcun ruolo. Oggi abbiamo lampadine a 6 watt, all'epoca, 15 anni fa, erano 100. Ecco perché il risparmio energetico non è più una ragione. E nel frattempo abbiamo appreso quanto importante sia il ritmo circadiano per il corpo umano. Tre premi nobel per la Medicina hanno esaminato i moscerini della frutta e hanno scoperto che questi esseri viventi hanno un ritmo circadiano che non puo' essere modificato dall'esterno. E hanno scoperto anche che il corpo umano ha un simile orologio interno che non puo' essere disturbato. Questo è il mio principale argomento e capisco che la gente nelle varie parti dell'Europa, da Est a Ovest, da Nord a Sud, la pensa in modo diverso. Ma bisogna pensare all'impatto che l'ora legale puo' avere, per esempio, sulle persone deboli di cuore perché potrebbero avere problemi cardiaci legati ai disturbi del ritmo circadiano”.

Lei pero' cambia orario due volte a settimana volando dalla Finlandia a Strasburgo e a Bruxelles per ragioni lavoro.  

“Infatti, proprio per il fatto che cambio cosi' spesso orari, il mio corpo ne risente. E provo a minimizzare l'impatto andando un po' più tardi a letto quando sono in Finlandia e un po' prima qui a Strasburgo. Cosi' riesco a non modificare troppo il mio ritmo circadiano ma è davvero difficile fare cio'. Penso ai miei colleghi britannici, il cui orologio interno segna le 6 quando in realtà qui sono le 8. E questa cosa gli pesa quando devono partecipare a delle riunioni a quell'ora”.

Paesi del Sud come l'Italia pero' si oppongono.  

“Penso che il problema sia più sentito nel Nord Europa perché d'inverno patiamo la carenza di luce. E questo pesa sul corpo. Ma spostare le lancette dell'orologio due volte all'anno non fa che aumentare il peso per il corpo e la mente. E' importante pero' capire che tutte le persone, ovunque si trovino, hanno un orologio interno e che questo non va disturbato. Ogni cambiamento pesa sul corpo e questo peso va minimizzato”.

Ma c'è chi dice che l'ora legale porti anche benefici sociali.

“Non ci sono evidenze scientifiche che dimostrano benefici per l'uomo legati all'introduzione dell'ora legale. Prima si poteva giustificare con il risparmio energetico, come ho detto, ma questo argomento oggi è decaduto. Bisogna comprendere quanto importante sia eliminare questo rischio per la salute umane. Ed è per questo che chiediamo alla Commissione europea di abolire l'ora legale”.

I tempi per ottenere l'abolizione sono lunghi, forse ci vorranno 10 anni. 

“Lo so ed è frustrante. Ma è una battaglia che va condotta per il bene di tutti gli europei”.  

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