Venerdì, 18 Giugno 2021
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Stretta sull'e-commerce, Strasburgo approva le norme contro l'evasione dell'Iva

Ogni anno agli Stati non dichiarati 137 miliardi di imposte sul valore aggiunto, in buona parte nelle vendite online

Secondo le stime della Commissione europea le vendite online nell'Ue valgono 550 miliardi di euro all'anno, di cui 96 miliardi transfrontalieri. In questo commercio, spesso difficilmente tracciabile, si nasconde una parte considerevole dei 137 miliardi di euro persi ogni anno in tutta l'Unione europea per frodi sull'Iva.

7 miliardi in più per gli Stati

Per combattere questa evasione il Parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza due atti legislativi che, nelle previsioni di Strasburgo, potrebbero aumentare le entrate Iva di 7 miliardi di euro per gli Stati membri. Le nuove regole richiedono che i prestatori di servizi di pagamento raccolgano registri di pagamenti e-commerce transfrontalieri. Grazie alla nuova normativa, che ora attende il via libera degli Stati membri in Consiglio, verrà creato un nuovo sistema di archiviazione elettronica centrale in modo che le autorità antifrode degli Stati membri possano elaborare meglio le informazioni di pagamento. Sarà inoltre rafforzata la cooperazione amministrativa tra le autorità fiscali degli Stati membri e i fornitori di servizi di pagamento.

Maggiori controlli

I deputati hanno proposto l'istituzione di un sistema comune per la raccolta di statistiche comparabili sulla frode Iva intracomunitaria e la pubblicazione di stime nazionali delle perdite per frode Iva; la creazione di un mandato per la Procura europea, in collaborazione con le autorità giudiziarie nazionali, per garantire che i truffatori siano effettivamente perseguiti nei tribunali nazionali. Hanno proposto, inoltre, che gli Stati membri investano nella riscossione delle imposte basata sulla tecnologia, in particolare collegando automaticamente i registratori di cassa e i sistemi di vendita alle dichiarazioni Iva; che si migliorino la comunicazione e l'interoperabilità tra le banche dati fiscali a livello dell'Unione europea; che si esiga che i prestatori di servizi di pagamento conservino i registri delle transazioni di pagamento per un periodo di tre anni per assistere gli Stati membri nella lotta contro le frodi Iva nel commercio elettronico e nell'individuazione dei truffatori.

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