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Foto Ansa EPA/KIMIMASA MAYAMA

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Oms contro le maschere a tutti: "Comporta rischi, dare priorità a medici e infermieri"

Il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità ribadisce: "Non ci sono certezze sull'uso estensivo. Più importante la distanza sociale e l'igiene"

Mentre in Italia sulle mascherine si procede in ordine sparso, con la Lombardia e la Toscana hanno deciso l'obbligo per tutti quelli che escono di casa, mentre ad esempio in Veneto e Friuli Venezia Giulia l’obbligo vale solo per accedere nei supermarket e nei mercati, l'Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato le nuove linee guida in materia (qui il testo).

Incertezze e rischi

Il documento smentisce le anticipazioni di una parte della stampa che, erroneamente, aveva affermato che l'Oms si sarebbe convinto che il virus si propaga nell'aria diffondendo la convinzione che lo si può contrarre anche in strada camminando, seppur a distanza di sicurezza dagli altri. "L'uso esteso di mascherine da parte di persone sane nell'ambiente della comunità non è supportato da prove e comporta incertezze e rischi. Non esistono al momento evidenze secondo cui indossare una mascherina (sia medica che di altro tipo) da parte di tutta la comunità possa impedire la trasmissione di infezione da virus respiratori, incluso Covid-19".

Non aggravare la carenza negli ospedali

Ieri è stato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, a chiarire la posizione dell'Oms e spiegare che le mascherine non possono essere considerate la panacea di tutti i mali, ma devono essere usate in maniera intelligente e mirata (qui il suo intervento completo). “Alcuni Paesi hanno raccomandato o stanno considerando l'uso di mascherine mediche e non nella popolazione generale per prevenire i contagi di Covid-19”, ma “innanzitutto le maschere mediche devono essere fornite prioritariamente agli operatori sanitari in prima linea nella risposta”, e visto che “scarseggiano a livello globale”, il direttore generale si è detto “preoccupato che l'uso di massa di maschere mediche da parte della popolazione possa aggravare la carenza” per “le persone che ne hanno più bisogno”, una carenza che in alcuni luoghi “sta mettendo in serio pericolo gli operatori sanitari”.

Quando servono e quando no

Per quanto riguarda le raccomandazioni il segretario generale dell'Oms è molto specifico: “Nelle strutture sanitarie, l'Oms continua a raccomandare l'uso di maschere mediche, respiratori e altri dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari”, mentre nella comunità “raccomandiamo l'uso di maschere mediche da parte di persone malate e di quelle che si prendono cura di una persona malata a casa”.

Più utile il social distancing

L'Oms sottolinea che “la ricerca è limitata in questo settore” e perciò incoraggia i Paesi che stanno prendendo in considerazione l'uso di maschere per la popolazione “a studiarne l'efficacia in modo da poter imparare tutti”. Ma è chiaro nell'affermare che le maschere “dovrebbero essere sempre e solo utilizzate come parte di un pacchetto completo di interventi”, altrimenti sono inutili. Per Ghebreyesus “con mascherine o senza ci sono comportamenti dall'efficacia comprovata che tutti noi possiamo seguire per proteggere noi stessi e gli altri: mantenere la distanza, lavarsi le mani, tossire o starnutire nel gomito ed evita di toccarsi il viso”.

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