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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
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Oms in allerta per la nuova variante rilevata in Francia: “È nei nostri radar”

Gli esperti evidenziano che Ihu non si è diffusa rapidamente come le altre mutazioni. Ma continua il lavoro per capirne l’aggressività e la capacità di resistere ai vaccini

L'Organizzazione mondiale della sanità ha confermato che la nuova mutazione di Covid-19 individuata in Francia è “sui nostri radar” come potenziale variante oggetto di preoccupazione. Il nuovo ceppo, soprannominato variante Ihu o B.1.640.2, è stato registrato ufficialmente per la prima volta in Francia il mese scorso, dopo che i pazienti hanno iniziato ad ammalarsi nella regione di Marsiglia a novembre.

Si ritiene che la variante sia originaria del Cameroon, Paese da cui viaggiavano dodici persone alle quali è stato diagnosticato il Covid nel sud della Francia. A scoprire che i pazienti si erano ammalati di una variante diversa da quelle in circolazione, come Delta e Omicron, sono stati i ricercatori del Méditerranee infection University hospital institute (abbreviato Ihu).

Inizialmente la variante non ha destato particolare preoccupazione, ma i ricercatori francesi ne stanno monitorando gli effetti sui pazienti. Una recente pubblicazione scientifica, ancora oggetto di peer-review, ha definito i primi dati su Ihu “un altro esempio dell'imprevedibilità dell'emergere di varianti di SARS-CoV-2 e della loro introduzione in una determinata area geografica dall’estero” rispetto a quella di provenienza.

Il ceppo è caratterizzato da 46 mutazioni, che gli esperti temono potrebbero tradursi a una maggiore resistenza ai vaccini esistenti, anche se la variante non sembra diffondersi rapidamente.

Dopo giorni di silenzio, l’Oms ha parlato della variante in una conferenza stampa. Pur ammettendo che Ihu “è nei nostri radar”, il dottor Abdi Mahamud dell’Oms ha affermato che è un segnale positivo che non si sia diffusa rapidamente. Sebbene l'Ihu sia dunque oggetto di indagine e studio da parte dell'Oms, sarà dichiarata una variante “variant of concern”, come vengono definiti i ceppi più aggressivi e pericolosi della malattia, solo se si scoprirà che rappresenta un serio rischio.

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