Venerdì, 30 Luglio 2021
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Olanda sotto shock: è morto il giornalista vittima di un attentato mafioso

Peter de Vries non ce l'ha fatta. La famiglia: "Orgogliosi di lui". Cinque colpi di pistola dopo una trasmissione televisiva. Le prime indagini portano alla Mocro maffia

Nella foto: il giornalista investigativo olandese Peter de Vries.

Il giornalista investigativo olandese Peter de Vries è deceduto poco fa dopo una settimana di lotta tra la vita e la morte. La settimana scorsa ha subito un agguato ad Amsterdam nel quale ha riportato cinque ferite da arma da fuoco. Le autorità olandesi indagano sull’omicidio, molto probabilmente di matrice mafiosa e legato all’attività investigativa di de Vries. L’attentato è avvenuto mentre il giornalista stava uscendo dallo studio dell'emittente olandese Rtl, al termine di un'apparizione televisiva. 

Le prime ipotesi conducono alla Mocro maffia, gruppo criminale emergente che si sta diffondendo sempre più tra i Paesi Bassi e il Belgio, e i cui sicari avrebbero ucciso due anni fa, sempre ad Amsterdam, l'avvocato Derk Wiersum, legale del testimone chiave in quello che è il primo vero maxi-processo a questa nuova mafia. 

“Peter ha combattuto fino alla fine, ma non è stato in grado di vincere la battaglia”, si legge nel comunicato diffuso dalla famiglia del giornalista. “Peter ha vissuto secondo la sua convinzione: In ginocchio non c'è modo di essere liberi”, si legge ancora. “Siamo incredibilmente orgogliosi di lui e allo stesso tempo inconsolabili”, hanno scritto i suoi cari.

De Vries, cronista di nera che aveva già ricevuto diverse minacce per le sue inchieste sul complesso sottobosco criminale olandese, è stato colpito cinque volte, e almeno un proiettile lo ha ferito alla testa, cosa che fa pensare a un'esecuzione in piena regola. Le autorità hanno arrestato 3 sospetti, ma al momento c'è il massimo riserbo sulle indagini.

“È un giorno triste per la libertà di stampa”, ha scritto su Twitter Charles Michel, nel mandare le condoglianze alla famiglia e gli amici del giornalista. “Dobbiamo continuare, in sua memoria, la nostra strenua battaglia per la libertà di stampa, la tolleranza e la democrazia”, ha aggiunto il presidente del Consiglio europeo. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, nell'esprimere le sue condoglianze, ha affermato che “i giornalisti investigativi sono vitali per le nostre democrazie”, e per questo “dobbiamo fare tutto il possibile per proteggerli”.

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