Sabato, 24 Luglio 2021
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In Olanda i primi vaccini solo dall'8 gennaio: "È più sicuro". Ma è polemica sui ritardi

Secondo il ministro della Salute partire prima metterebbe a rischio i cittadini. Ma diversi media locali segnalano problemi organizzativi da parte dell'amministrazione. Gli immunologi: "Più aspettiamo, più problemi ci saranno"

Sulla carta la campagna di vaccinazione anti-Covid comincerà per tutti i Paesi Ue tra il 27 e il 29 dicembre. Ma nella realtà, se Germania, Francia e Italia hanno assicurato che i primi pazienti riceveranno il farmaco a partire da domenica prossima, almeno nei Paesi bassi il V-Day sarà spostato al 2021, per la precisione l'8 gennaio. Il ministro della Salute olandese, Hugo de Jonge, ha spiegato che non si tratta di un ritardo dovuto a carenze amministrative, ma ha una scelta precisa del governo per tutelare la sicurezza dei cittadini. Ma l'opposizione non è d'accordo su tale tesi, tanto più che alcuni media parlano di un vero e proprio caos burocratico dietro il posticipo della campagna. 

Secondo quanto scrive 31mag (che a sua volta cita il quotidiano locale Nos), il problema sarebbe di tipo organizzativo: mancano linee guida mediche da parte del Rivm, l'istituto superiore di sanità olandese. Mancherebbe anche test per i sistemi IT e resterebbero da risolvere altre questioni tecniche non di dettaglio. Il ministro de Jonge, però, ha finora negato problemi di questo tipo. "Dobbiamo seguire un percorso attento", ha detto de Jonge riferendo al Parlamento. "Non sarebbe responsabile iniziare prima solo per ragioni simboliche. Non si tratta di iniziare una settimana prima o poi. Si tratta di quante persone accettano il vaccino", ha aggiunto.

La parole di de Jonge sembrano richiamare la polemica nata nei giorni scorsi tra alcuni governi Ue (tra cui quelli di Germania e Italia) e la Commissione europea: l'Ema, l'agenzia Ue del farmaco che ha dato oggi l'ok al vaccino (e che ha sede proprio ad Amsterdam), aveva inizialmente previsto per il 29 dicembre il via libera finale, cosa che avrebbe spostato alla prima settimana di gennaio l'avvio delle prime vaccinazioni. In questa eventualità, l'Olanda sarebbe stata in linea con gli altri Paesi. Ma le pressioni di Berlino e altri, tra cui Roma, avrebbero fatto accelerare le procedure dell'Ema per l'autorizzazione al farmaco. Un'accelerazione che non è andata giù alla Commissione europea, che aveva in mente un V-Day comune a tutti i 27 Stati membri.

De Jonge, dunque, ha lasciato intendere che chi partirà prima con la campagna lo farà in modo rischioso. Ma la tesi non trova d'accordo non solo l'opposizione, ma anche membri della sua maggioranza. “Quanto può essere difficile testare i sistemi IT?”, Chiede Asscher, il leader dei laburisti- PvdA.  Il leader dell'ultradestra Geert Wilders ha accusato e Jonge di “dilettantismo”. I verdi di GroenLink hanno sottolineato l'urgenza di vaccinare il personale sanitario, dato che gli ospedali sono sovraccarichi e diversi pazienti sono stati trasferiti in Germania. Anche i partiti della coalizione di governo hanno sollevato dubbu: “Non possiamo iniziare prima, per esempio, anche con un test di prova?”, ha detto il presidente di Vvd, il partito del premier Mark Rutte.

A spingere per un'accelerazione sono anche gli esperti sanitari: per Huub Savelkoul, professore di immunologia, “più aspettiamo, più problemi ci saranno negli ospedali”. Anche iniziare due settimane prima fa la differenza, afferma il professore di immunologia Anke Huckriede di Groningen. “Circa 400 persone muoiono di Covid-19 e ci sono circa 60.000 nuove infezioni alla settimana. Prima possiamo iniziare a vaccinare, prima possiamo proteggere i più vulnerabili”, ha aggiunto. 

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