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Willem Engel (a destra), leader della Viruswaarheid, cerca di abbracciare un giornalista olandese durante una manifestazione all’Aia (Paesi Bassi) lo scorso 29 settembre. Foto: Ansa-EPA / Bart Maat

Willem Engel (a destra), leader della Viruswaarheid, cerca di abbracciare un giornalista olandese durante una manifestazione all’Aia (Paesi Bassi) lo scorso 29 settembre. Foto: Ansa-EPA / Bart Maat

Viruswaarheid, in Olanda il partito dei negazionisti del Covid si candida al Parlamento

'La Verità sul virus' è il nome della neonata formazione politica del maestro di danza Willem Engel, noto per aver paragonato le mascherine alla toppa con la stella di David fatta indossare agli ebrei durante il nazismo

Si chiama Viruswaarheid - letteralmente, la Verità sul virus - la formazione politica olandese negazionista del Covid-19 e in aperta critica con la gestione della crisi sanitaria da parte del Governo di Mark Rutte. Il premier si trova in difficoltà per lo scandalo degli assegni familiari indebitamente sottratti a diverse migliaia di persone e potrebbe rassegnare presto le dimissioni, aprendo in anticipo la campagna per le elezioni parlamentari. La novità delle ultime ore è che il neo-partito si è registrato per partecipare alla competizione alle urne prevista per il 17 marzo. La Viruswaarheid, dopo mesi di opposizione al confinamento, sembra volersi giocare sul serio tutte le sue chance di successo per provare a entrare nel Parlamento olandese e portare avanti la sua agenda contro il vaccino anti-Covid e contro le norme sul distanziamento sociale. 

Dalle accuse di dittatura alle lettere ai medici

La formazione è stata fondata dall’insegnante di danza Willem Engel, che mesi fa ha paragonato le mascherine alla stella di David fatta indossare agli ebrei in Germania durante il nazismo e ha detto che il materiale didattico per tenere i bambini a 1,5 metri di distanza gli ricorda il manuale della gioventù hitleriana. Durante le manifestazioni pubbliche organizzate dal movimento, vengono spesso riproposte le deliranti teorie che mettono in relazione il Covid con il 5G mentre i sostenitori, rigorosamente senza mascherina, invitano i passanti ad abbracciarli come dimostrazione di disobbedienza alle norme di prevenzione. L’ultima provocazione del gruppo negazionista è stata quella di scrivere una lettera a tutti i medici di base e specialisti per criticare la campagna di vaccinazione contro il coronavirus e avvertirli sulle potenziali conseguenze legali della somministrazione delle dosi sui loro pazienti. La Viruswaarheid sostiene che i medici non dovrebbero trascurare di fornire determinate informazioni alle persone che ricevono il vaccino. “Vorremmo sottolineare - si legge nella lettera, dai toni a tratti minacciosi - che puoi essere ritenuto responsabile in qualsiasi momento se si scopre che hai fornito informazioni incomplete ai tuoi pazienti i prima dell’iniezione”. La formazione politica ha allegato alla lettera una serie di articoli che indicano sostanze “alternative ai vaccini” e gli effetti collaterali delle dosi immunizzanti. Dalle associazioni e dagli ordini professionali dei medici olandesi sono arrivate dure critiche per la lettera ritenuta da tanti “intimidatoria”, anche perché recapitata all’indirizzo privato degli operatori sanitari. L’Associazione nazionale dei medici di base olandesi ha inoltre definito “errate” molte delle informazioni contenute nella lettera in merito alla responsabilità dei medici e alle informazioni da fornire ai pazienti. 

Verso le urne

Visto l’attivismo della Viruswaarheid, la discesa in campo non ha fatto grande scalpore tra i media olandesi. D’altronde la legge elettorale in vigore dei Paesi Bassi, un sistema proporzionale e senza soglia di sbarramento, ha spesso incoraggiato avventure politiche al confine tra serietà e provocazione. Alle prossime elezioni la testata Trouw prevede inoltre la partecipazione record di circa 75 partiti, quasi il doppio del numero di liste partecipanti alle elezioni del 2012. A ogni nuovo partito che desidera partecipare alle elezioni basterà versare 11.250 euro entro il primo febbraio, raccogliere firme di sostegno in tutto il Paese e presentare una lista di candidati.

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