Minacce a pazienti e laboratori per i test: in Olanda crescono i negazionisti. Ma anche i contagi da Covid

Nei Paesi bassi, tutte le province hanno registrato nuovi casi di coronavirus al di sopra del livello d'allerta. Ma il governo fa fatica a convincere i cittadini a indossare le maschere nei luoghi pubblici al chiuso. Mentre il 15% della popolazione pensa che la pandemia sia un complotto

Oltre 4mila nuovi casi registrati in un solo giorno (per intenderci è come se in Italia fossero 15mila), ben 700 persone ricoverate e tutte le province sopra il livello di allerta fissato dal governo, di sicuro uno dei meno allarmisti d'Europa. Eppure, nei bar come nei ristoranti, in pochi indossano la mascherina, mentre il 15% della popolazione pensa di tratti di un complotto. Tanto che negli ultimi giorni sono cresciuti i casi di cronaca legati al negazionismo, con episodi di minacce al personale medico e persino ai pazienti in terapia intensiva. E' quanto succede in Olanda, tra i Paesi Ue più a rischio di una seconda ondata di Covid-19. Ma anche tra quelli dove la cittadinanza rispetta meno i protocolli di sicurezza in vigore. O sarebbe meglio dire i "consigli".

Già, perché nonostante il Paese sia stato già pesantemente colpito dalla prima ondata, il governo del 'frugale' Mark Rutte non ha mai imposto l'uso della mascherina nei luoghi pubblici al chiuso, nonostante sia ormai universalmente riconosciuta l'importanza di questa basilare precauzione. Fino a pochi giorni fa, l'uso della mascherina non era nemmeno tra i consigli dati alla popolazione dalle autorità sanitarie. E solo l'impennata dei contagi ha spinto l'esecutivo a rivedere le sue misure: ora la mascherina è vivamente consigliata, anche se non obbligatoria.

E così è successo che domenica scorsa, la chiesa protestante di Stophorst ha celebrato tre messe in un giorno e ciascuna con almeno 600 fedeli: pochissimi dei quali indossavano la mascherina. E adesso si teme che da lì si possa generare un focolaio di ampie dimensioni. Persino i politici protestanti, solitamente restii a critiche nei confronti del mondo cristiano, hanno criticato la decisione della chiesa di Stophorst. Segno che qualcosa sta cambiando nell'atteggiamento dei partiti, in particolare di quelli della maggioranza, che dopo aver difeso le scelte libertarie, adesso potrebbero avere invertito la rotta per paura di un boom dei contagi (e di un nuovo lockdown) proprio in vista delle elezioni di marzo 2021.   

Ecco perché adesso media e politici puntano il dito con più insistenza nei confronti del variegato mondo negazionista, che va dai cospirazionisti ad esponenti di spicco del tessuto produttivo e dello spettacolo. Quello che preoccupa è la piega da cronaca nera che stanno prendendo alcuni episodi. I medici di un piccolo ospedale geriatrico a Goirle, dopo aver sospeso le curie ordinarie per l'impennata di ricoveri di pazienti con Covid, sono diventati oggetto di minacce per strada e online. I negazionisti non hanno risparmiato neppure uomo di 37anni ricoverato in terapia intensiva: il paziente ha postato sui social una sua foto sul letto d'ospedale per sensibilizzare gli olandesi a rispettare le norme di sicurezza anti-coronavirus. Il post ha ricevuto numerosi commenti con insulti e accuse, tra cui quella secondo cui il paziente sarebbe stato pagato dal governo per fingersi malato. 

"Dalle minacce online a quelle di persona, il passo è stato breve - racconta 31mag.nl - la settimana scorsa, ad Eindhoven, un gruppo negazionista ha protestato davanti ad un centrO per i tamponi e scattato foto delle persone in fila: secondo loro, sarebbero stati attori. Pagati dal governo per sostenere l’esistenza del virus". Le azioni dei negazionisti stanno cominciando a preoccupare persino i servizi segreti, che stanno cercando di capire l'ampiezza reale del fenomeno e i suoi rischi. Secondo un sondaggio condotto dall’Istituto Ipsos la scorsa primavera, il 15% degli olandesi è convinto che il virus sia un’arma batteriologica, scrive ancora 31mag. 

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