Olanda, economisti a Governo: “No all'Italia controproducente”. Ma 3 olandesi su 4 appoggiano il premier

Lettera aperta di sei esperti prende di mira "l’ostruzionismo" dell'esecutivo e chiede a Mark Rutte di "cambiare rotta" verso un "approccio europeo", facendo uso del Mes e dei coronabond. Ma i sondaggi premiano il partito del capo del governo

“Persino noi economisti olandesi riteniamo ingiustificabile la posizione olandese”. È quanto si legge in una lettera aperta firmata da sei accademici dei più prestigiosi atenei dei Paesi Bassi e indirizzata all’esecutivo guidato dal liberale Mark Rutte, colpevole di aver assunto una posizione “ostruzionista e controproducente” nel corso dei negoziati ai tavoli Ue dove si sta discutendo la risposta economica alla crisi causata dal coronavirus. Una posizione, quella degli economisti critici col Governo, non condivisa dalla gran parte dei loro connazionali. Gli ultimi sondaggi, infatti, premiano ampiamente la “linea dura” del premier.

La lettera 

“La salute degli olandesi - scrivono gli economisti - dipende direttamente dalla situazione sanitaria in altri Paesi con cui abbiamo contatti”. “I Paesi Bassi non rimarranno a lungo al riparo dal virus se sono circondati da Stati con persone malate - sostengono i sei accademici - e il contatto è vitale per una nazione commerciale e aperta come i Paesi Bassi”. “Ci sono due ragioni per cui l’ostruzionismo olandese è controproducente”, si legge nella lettera. “Il primo è che la Banca centrale europea agirà di nuovo da sola”. Un intervento che “non saremo mai in grado di fermare” e che porterò a “una mancanza di legittimità e direzione democratica” oltre al dato di fatto che “i leader del Governo e i parlamenti avranno nuovamente fallito”, lasciando spazio a soluzioni tecniche. In secondo luogo gli economisti ritengono che i Paesi Bassi “possono e devono irradiare solidarietà”, considerando la posizione di vantaggio “relativamente comoda” rispetto agli altri Paesi europei. “È ora necessaria una convincente azione europea”, sostengono i sei accademici. 

L'azione europea: bene Mes e coronabond

“Ovviamente, l'attivazione del fondo di emergenza del Meccanismo europeo di stabilità” è contemplata tra le soluzioni, ma l’uso di tale canale “dovrebbe essere specificamente incentrato sulla crisi e quindi stare separato dai programmi di riforma e dalle condizionalità”. “Il Mes ha una capacità di 410 miliardi di euro - ricordano gli economisti - che può essere aumentata”. “Anche i titoli di crisi 'coronabond' possono essere presi in considerazione, ma ancora una volta focalizzati su questa crisi. In ogni caso, la Bce dovrà fornire sostegno, ma la guida deve rimanere in mano ai leader di Governo”.

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Gli olandesi stanno col premier

L’appello degli esperti potrebbe certamente fare breccia nei cuori dell’esecutivo olandese, ma il canto delle sirene - stavolta sotto forma di sondaggi politici - potrebbe convincere il Governo ad andare avanti sulla strada già presa. Le ultime rilevazioni danno la fiducia del primo ministro attorno al 75%. Prima del coronavirus, i livelli d’apprezzamento di Mark Rutte viaggiavano tra il 25 e il 45%. Numeri più che soddisfacenti anche per il suo partito, il Vvd, accreditato al 35%. Un percentuale 20 punti superiore ai diretti rivali del Pvv, alleati in Europa di Matteo Salvini, e dei socialisti del PvdA.

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