Odio online, TikTok firma il Codice Ue. Facebook primo per rimozione di contenuti

Il documento nato per combattere anche le fake news potrebbe presto diventare obbligatorio per tutte le piattaforme. Nel mentre, i social fanno a gara per standard di efficienza nella risposta alle segnalazioni

Nella stessa giornata dell’incontro tra i vertici dell’Ue e del Governo di Pechino, è arrivata la firma del Codice europeo sulla disinformazione da parte della cinese TikTok. La piattaforma di condivisione di brevi video, molto popolare tra le giovani generazioni, entra così nel ‘club’ di siti che hanno sottoscritto il documento Ue per combattere la diffusione delle fake news online e della violenza sul web. Il codice è stato lanciato dalla Commissione Ue insieme alle più importanti piattaforme e grandi aziende leader nel campo informatico, tra le quali Google, Facebook, Twitter, Mozilla e Microsoft, e a diverse associazioni del settore.

I contenuti rimossi

L’efficacia del Codice viene valutata in rapporti periodici sulle attività delle piattaforme online. Queste ultime, a quanto emerge dall’ultima rilevazione, riescono ad analizzare entro 24 ore il 90% dei contenuti segnalati in quanto violenti o che incitano all’odio. In media, viene rimosso il 71% dei post segnalati. Tuttavia, c'è “bisogno di migliorare ulteriormente la trasparenza e le risposte agli utenti”, sostiene l’esecutivo Ue.

Facebook la più reattiva

In base agli ultimi dati pubblicati, il tasso di rimozione dei contenuti resta in linea con il 71,7% registrato lo scorso anno. Eppure, “esistono alcune divergenze fra le piattaforme”. Facebook primeggia nella classifica delle più “reattive”, con una capacità di verifica parti al 95,7% delle segnalazioni in meno di 24 ore. Seguono Instagram (91,8%), YouTube (81,5%) e Twitter (76,6%), che si rivela anche la meno attiva nel rimuovere i contenuti. Solo il 35,9% dei tweet sono rimossi dalla piattaforma dopo una segnalazione, una percentuale in calo rispetto al 2019. Nella precedente rilevazione tale dato era del 43,5%. Facebook ha fatto invece segnare un aumento dall'82,4% all'87,6%, mentre Youtube cala dall'85,4% al 79,7%, ma “mantiene alti standard”, si legge ne rapporto.

Verso l'adozione di obblighi per le piattaforme

"Il Codice di condotta rimane una storia di successo quando si tratta di contrastare i discorsi di odio illegali online", sostiene la vicepresidente della Commissione, Vera Jourová. Il documento, prosegue la commissaria, "ha creato preziose partnership tra organizzazioni della società civile, autorità nazionali e piattaforme IT". "Ora i tempi sono maturi - ha concluso - per garantire che tutte le piattaforme abbiano gli stessi obblighi nell'intero mercato unico e chiarire nella legislazione le responsabilità delle piattaforme di rendere gli utenti online più sicuri".

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