"La Francia non rispetterà i vincoli di bilancio Ue"

L'Italia minaccia di superare i limiti del deficit, Parigi ha già annunciato che lo farà. Il rapporto con il Pil sarà stabile al 2,6% nei prossimi due anni, nonostante gli impegni con Bruxelles sulla riduzione al 2,3

Foto Ansa - EPA/ZIPI

Aveva fatto ben sperare quell’abbassamento del rapporto deficit/pil al 2,6% che aveva portato le finanze pubbliche francesi a rientrare nel 2017 sotto la soglia del 3% dopo 10 anni di inottemperanza ai parametri europei. Il ministro dell’Economia Bruno le Maire ieri ha invece ammesso che la Francia mancherà gli obiettivi concordati con Bruxelles per il 2018, cioè di ridurre il rapporto a 2,3% per invertire il pericoloso trend del debito che si avvicina al 100% del Prodotto interno lordo.

Durante un incontro con l’Associazione dei giornalisti economici e finanziari, le Maire ha messo le mani avanti anche per il 2019, spiegando che il rapporto rimarrà pressoché invariato sulle cifre dello scorso anno (2,6%) almeno per il biennio successivo. Il ministro ha giustificato la mancata riduzione con un rallentamento dell’economia francese, che avrebbe innalzato il rapporto dal 2,3%, previsto dalle stime, fino al 2,5%. La decisione del governo guidato da Emmanuel Macron di assorbire il debito dell’operatore ferroviario SNCF avrebbe poi causato l’ulteriore aumento a 2,6%, come precisato dallo stesso le Maire.

Un'altra grana è arrivata oggi con le dimissioni del ministro dell’Ambiente Nicolas Hulot, che ha annunciato a sorpresa il suo ritiro dal governo in diretta radio. Hulot, molto popolare per le sue posizioni sull’ecologia e considerato una personalità importante del governo Macron, ha motivato la sua scelta lamentando i “piccoli passi” fatti nei 14 mesi dall’insediamento sul fronte del cambiamento climatico e della tutela dell’ambiente e ha detto di essere stato “lasciato solo” sulle questioni ecologiche.

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Il parametro del 3% sul rapporto tra il deficit pubblico e il prodotto interno lordo fa parte del patto di stabilità e crescita fondato sugli accordi di Maastricht. Quello francese è più basso visto l'alto debito Il tetto è stato messo più volte in discussione per la sua presunta eccessiva rigidità che, secondo i più critici, impedirebbe di fare coraggiose politiche di investimenti. Da ultimo, il vicepremier Luigi Di Maio non ha escluso il mancato rispetto del limite nella prossima legge di Bilancio del governo italiano. Il mancato rispetto del 3% prevede una procedura per deficit eccessivo da parte della Commissione europea.

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