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"Emarginato chi voleva distruggere l'Ue", Sassoli benedice il nuovo governo

Il presidente dell'Eurocamera: "Il Paese torna ad avere un ruolo di protagonista". E invita Conte a fare in fretta sulla scelta del commissario per Bruxelles

"Il ritorno dell'Italia a un ruolo da protagonista spiana il campo affinché la nuova legislatura delle istituzioni Ue sia pienamente europeista e segnata dall'unità rispetto al pericolo sovranista. Chi voleva distruggere l'Unione si è trovato emarginato. Di questo ne sono consapevoli le Cancellerie, le istituzioni Ue e anche da Washington ho avvertito interesse alla stabilità italiana e alla ripresa di una sua attitudine costruttiva in Europa". La prima 'benedizione' europea ufficiale al nuovo governo italiano arriva dal presidente dell'Eurocamera, David Sassoli

In un'intervista a Repubblica, Sassoli, esponente del Pd ed eletto nel luglio scorso alla massima carica di Strasburgo anche grazie a un accordo con la delegazione 5 stelle che, col senno di poi, ha anticipato l'intesa con i dem, dice che "un'Europa forte sulla scena globale è l'assicurazione sulla vita per tutti i Paesi che la compongono. Oggi non c'è nessuna questione che un governo può affrontare da solo".

Un'Europa più forte e un'Italia più forte in Europa, insomma. Un obiettivo che passa anche dalla scelta del commissario italiano da aggregare alla squadra della presidente designata dell'esecutivo Ue, Ursula von der Leyen: "Penso che un minuto dopo il giuramento il governo debba indicare con grande rapidità il nome del commissario designato e le sue priorità politiche. Non c'è tempo da pardere", sollecita Sassoli.

Governo e commissario italiani avranno non poche patate bollenti con cui fare i conti, dalla manovra necessaria a scongiurare l'aumento dell'Iva alla questione Alitalia, passando per i migranti. Proprio su questo punto, Sassoli si dice convinto che con la nuova Commissione "sarà possibile riformare Dublino".

Sulla possibilità che il nuovo governo italiano possa impostare una manovra in deficit, il presidente dell'Eurocamera ha ricordato come von der Leyen abbia detto proprio a Strasburgo che garantirà piena flessibilità ai Paesi in difficoltà nel rispetto del Patto di stabilità. "Questo non significa però che gli impegni non vadano rispettati né che si possa eludere il tema della sostenibilità delle finanze pubbliche nel quadro di politiche per la crescita", ha spiegato. 

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