rotate-mobile
Giovedì, 30 Maggio 2024
Il personaggio

Non piace agli ambientalisti (e aveva offeso l'Italia): chi è il nuovo commissario europeo per il clima

Bruxelles ha proposto l'olandese Wopke Hoekstra, ex dipendente del colosso petrolifero Shell. Durante il Covid aveva preso in giro il nostro Paese per le restrizioni legate alla pandemia

La nomina è di quelle che fanno discutere. Il 29 agosto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha proposto Wopke Hoekstra alla carica di commissario responsabile dell'azione per il clima. La candidatura si è resa necessaria dopo l'addio del socialista Frans Timmermans, traghettatore del Patto europeo per l'ambiente, che ha deciso di candidarsi alle elezioni anticipate dei Paesi Bassi. Von der Leyen era tenuta a pescare obbligatoriamente in un ventaglio di candidati olandesi. In una dichiarazione diffusa alla stampa la guida dell'esecutivo europeo ha chiarito che Hoekstra opererà sotto la guida di Maros Šefčovič, vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo e con delega alle relazioni tra le istituzioni. La scelta è arrivata dopo poco più di un'ora di colloquio con il politico olandese, attuale ministro degli Esteri nei Paesi Bassi. Al termine dell'incontro von der Leyen ha sottolineato "una forte motivazione per l'incarico e un grande impegno nei confronti dell'Unione europea", sottolineandone la "rilevante" esperienza professionale". Intorno alla sua figura aleggiano però numerosi dubbi.

Vuoto green

Era chiaro che l'addio di Timmermans per tornare alla politica olandese avrebbe lasciato un vuoto difficile da colmare. La Commissione ha meno di un anno di lavoro davanti prima della scadenza elettorale del 2024 e nel mezzo ci sono ancora varie leggi chiave da approvare (come quella sull'uso dei pesticidi o sulle Nuove tecniche genomiche in agricoltura), oltre all'appuntamento della conferenza sul clima COP28. Il socialista olandese, oggetto di aspre critiche da parte di oppositori politici e agroindustria, è stato uno dei principali promotori della legislazione verde europea, provando ad evitare l'annacquamento o l'affossamento di diverse normative da parte dei popolari e dei conservatori europei. Secondo von der Leyen, Hoekstra "ha sottolineato durante l’intervista il suo impegno a portare avanti un’ambiziosa politica climatica e a mantenere un equilibrio sociale in tutti gli sforzi congiunti necessari sulla strada verso la neutralità climatica". Le rassicurazioni della politica tedesca non placano però i dubbi intorno alla sua figura.

Chi è il nuovo commissario

Hoekstra, classe 1975, è un cristiano-democratico affiliato al Partito popolare europeo (Ppe), lo stesso gruppo aspramente criticato dagli ambientalisti all'inizio dell'estate per aver tentato di abolire la proposta di legge sul ripristino della natura. Attualmente ministro degli Esteri, ha rivestito anche il ruolo di ministro delle Finanze dal 2017 al 2021, restando sempre al fianco del leader di centro-destra Mark Rutte. In precedenza ha lavorato nel settore privato per McKinsey, una multinazionale che offre consulenza alle aziende, e Shell, multinazionale petrolifera.

Dubbi

Pascal Canfin, deputato francese del gruppo Renew e presidente della commissione Ambiente al Parlamento europeo, sulla piattaforma X ha twittato alla notizia della nomina: "Dovrà dimostrare di essere l'uomo giusto al posto giusto", ricordando che sarà necessaria l'approvazione da parte di 2/3 dei deputati della commissione che presiede affinché Hoekstra assuma l'incarico. Il Climate Action Network Europe su X ha postato: "L’Europa e il mondo si trovano in un’emergenza climatica. Temiamo che Wopke Hoekstra possa assumere il ruolo di commissario per il clima". Al di là delle responsabilità condivise col partito, ci sono quelle personali.

Mr Shellman

Il soprannome che circola sui social del politico olandese è Shellman, a causa dei rapporti di Hoekstra con il colosso petrolifero. Relazioni immediatamente sottolineate da Andy Palmen, direttore di Greenpeace Olanda, che sempre su X, ha ricordato come in passato Hoekstra abbia lavorato per la multinazionale dei  combustibili fossili Shell. "Che cosa? Hoekstra in Europa? Sul clima e sulla natura? Un ex dipendente della Shell, che ha dato miliardi di sostegno alla Klm (compagnia aerea olandese, ndr) senza condizioni sostenibili, che ha fatto esplodere la crisi dell’azoto e quindi ha abbandonato la natura, non dovrebbe ricevere un incarico così cruciale". Una campagna online partita dall'Olanda per opporsi alla nomina di Hoekstra ha già state raccolto quasi 26mila firme (nel momento in cui scriviamo).

Offese all'Italia

C'è poi un altro elemento che suscita perplessità. Nell'ottobre del 2020, ancora nel pieno della pandemia di Covid-19, Hoekstra si oppose al rilascio di aiuti europei per la Spagna e l'Italia. Chiese quindi alla Commissione europea di indagare sul perché i due Paesi non avessero i margini di bilancio necessari per far fronte alla crisi sanitaria. Un episodio ricordato con una punta di ironia dalla deputata olandese Sophie In ‘t Veld del partito Volt, che su X ha scritto: "Il risultato europeo più importante di Hoekstra consiste nell'aver insultato intensamente gli italiani durante la crisi Covid. Inoltre, non è esattamente un campione del clima. Cosa lo rende così adatto come candidato?". Un quesito che serpeggerà tra i corridoi di Bruxelles fino alle votazioni del parlamento e all'approvazione da parte del Consiglio.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Non piace agli ambientalisti (e aveva offeso l'Italia): chi è il nuovo commissario europeo per il clima

Today è in caricamento