rotate-mobile
Giovedì, 20 Gennaio 2022
Politica

Così l'Unione europea vuole cambiare gli spot elettorali

La Commissione propone nuove norme sulla comunicazione elettorale: "Basta con le gare tra chi usa metodi ambigui e non trasparenti

La Commissione europea ha presentato la sua proposta sulla trasparenza e sul targeting della pubblicità politica nel quadro delle misure volte a tutelare l’integrità delle elezioni e il dibattito democratico. Secondo le nuove norme proposte, ogni messaggio pubblicitario di stampo politico dovrebbe essere chiaramente qualificato come tale e contenere informazioni riguardanti, ad esempio, chi l’ha finanziato e quanto è costato. Si propone anche di aggiornare le attuali norme relative al diritto di voto dei cosiddetti “cittadini mobili”, nonché quelle relative ai partiti politici e alle fondazioni politiche europee.

Le tecniche di targeting politico (tramite cui si definisce il pubblico cui lo spot è rivolto) dovrebbero essere spiegate pubblicamente in modo dettagliato, e sarebbero vietate quando si utilizzano dati personali sensibili senza il consenso esplicito dell’interessato. Secondo la commissaria per i Valori e la trasparenza, Vera Jourova, “le elezioni non devono essere una gara tra chi usa metodi ambigui e non trasparenti. I cittadini devono sapere perché guardano uno spot pubblicitario, chi l'ha finanziato, quanto è costato e quali criteri di microtargeting sono stati utilizzati. Le nuove tecnologie dovrebbero essere strumenti di emancipazione, non di manipolazione. Questa ambiziosa proposta porterà un livello di trasparenza senza precedenti alle campagne politiche e limiterà le tecniche ambigue di targeting”.

Nel momento storico della transizione digitale, l’obiettivo è mettere i cittadini in condizione di capire senza ambiguità se stanno guardando contenuti politici a pagamento e dargli la possibilità di partecipare a dibattiti aperti, liberi da ogni disinformazione, interferenza e manipolazione. Ad esempio, dovrebbero essere in grado di vedere chiaramente chi ha sponsorizzato uno spot politico e perché. Le principali misure previste dalla proposta di regolamento della Commissione coinvolgono l’ambito (cioè il contenuto) degli spot, la trasparenza, il targeting e l’amplificazione (dai quali viene bandito l’uso senza consenso esplicito di dati personali sensibili), e prevedono delle sanzioni pecuniarie nel caso di infrazioni.

Bruxelles vuole anche rivedere le norme sul finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche. Gli aggiornamenti proposti mirano, tra le altre cose, ad agevolare le interazioni dei partiti europei con i rispettivi partiti membri a livello nazionale, ad aumentare la trasparenza e ad aumentare la sostenibilità finanziaria sia dei partiti che delle fondazioni.

Infine la Commissione ha proposto di aggiornare anche le regole delle elezioni europee e comunali per i cittadini Ue che risiedono in uno Stato membro diverso da quello di cui hanno la cittadinanza (i cosiddetti “cittadini mobili”). Su una platea di circa 13,5 milioni di persone in questa situazione, pochissimi votano alle elezioni europee e comunali. L’esecutivo comunitario propone alcune modifiche alla normativa attuale, tra cui: l’obbligo di informare tali cittadini dei loro diritti elettorali, l’uso di modelli standardizzati per l’iscrizione alle liste elettorali in qualità di elettori o di candidati nonché l’uso della lingua comunemente parlata dai cittadini mobili residenti in un determinato territorio. Affinché queste norme, una volta approvate, diano qualche effetto, dovrebbero essere implementate dai Paesi membri entro la primavera del 2023 (un anno prima delle prossime elezioni europee).

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Così l'Unione europea vuole cambiare gli spot elettorali

Today è in caricamento