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Domenica, 2 Ottobre 2022
Covid-19 / Belgio

Nuova versione di Omicron scoperta in Belgio: “Confusa nei test come Delta, sfugge al sistema immunitario”

L’annuncio dell’Università di Leuven dopo le stranezze nei dati della scorsa settimana che attribuivano alla ‘vecchia’ variante ancora il 15% dei contagi

Una nuova versione della variante Omicron è stata individuata in Belgio, anche se gli esperti hanno dubbi sulla sua reale provenienza. La nuova tipologia virale, riporta la stampa belga, è facilmente confondibile con la variante Delta, negli scorsi mesi la più diffusa in Europa. Ad allertare le autorità sanitarie belghe era infatti l’alta prevalenza di Delta nel Paese nonostante gli esperti avessero previsto che tutte le nuove infezioni, entro la fine del 2021, sarebbero state attribuibili all'Omicron.

L’individuazione della nuova versione di Omicron, nonostante i timori su come possa evolvere, da un lato ha tranquillizzato i virologi che in precedenza si interrogavano con preoccupazione sui motivi della permanenza di Delta. Quest’ultima variante, pur essendo meno facile da trasmettere rispetto a Omicron, ha maggiori probabilità di trascinare i pazienti verso forme gravi della malattia. La ‘resistenza’ di Delta aveva dunque allarmato la comunità scientifica nazionale per il suo probabile impatto sulle ospedalizzazioni.

Sabato scorso Dirk Ramaekers, capo della task force belga sulla vaccinazione, si era infatti detto sorpreso dal dato che il 15 per cento dei contagi da Covid-19 era ancora legato alla variante Delta. A spiegare il dato raccolto dall'Istituto belga di sanità pubblica Sciensano è stato Tom Wenseleers, dell’Università di Leuven, il quale ha annunciato ai microfoni giornale fiammingo Het Laatste Nieuws la scoperta della nuova versione di Omicron, la BA.2, "probabilmente più brava a sfuggire al nostro sistema immunitario". Quest’ultima tipologia virale si sta diffondendo in Belgio e, a differenza dell’Omicron ‘semplice’, la BA.1, non viene rilevata con lo stesso processo di analisi. “Per il momento si tratta solo di un numero esiguo di contagi, ma è difficile indicare una cifra certa”, ha spiegato l’esperto.

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L’esperto di biostatistica ha poi chiarito che la nuova versione di Omicron “è più brava a sfuggire al nostro sistema immunitario” della variante semplice. E non è detto che questa sia una brutta notizia. “Dopotutto - ha aggiunto - la gravità della malattia diminuirà sempre di più”. “Il sistema immunitario umano viene addestrato e lo stiamo già vedendo: il ricovero è ancora necessario solo per l’1 per cento dei contagi e le infezioni diventano sempre meno gravi”. “È probabile - ha spiegato Wenseleers - che la percentuale di persone che devono ancora essere ricoverate in ospedale continui a diminuire in futuro”.

Mentre l’Omicron ‘semplice’ può essere identificata come risultato secondario dei test Pcr, Wenseleers ha spiegato che lo stesso non vale per la versione BA.2, la cui individuazione richiede ulteriori test e per questo veniva confusa con la variante Delta nei dati epidemiologici. "La domanda da farsi è se Delta scomparirà completamente o riapparirà nel lungo termine”, ha spiegato l’accademico.

Wenseleers ha sostenuto che la nuova versione di Omicron potrebbe provenire dall'India e, dai primi dati a disposizione, mostrerebbe maggiore resistenza all’immunità sviluppata dopo i vaccini e i contagi che hanno colpito il Paese. Ma l’esperto ha anche ammesso che finora si sa molto poco della nuova tipologia di Omicron.

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