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Sabato, 2 Marzo 2024
Il summit / Moldavia

La nuova Europa allargata ci riprova: vertice in Moldavia (con vista su Russia e Cina)

In un villaggio vicino Chisinau, seconda riunione della Comunità politica europea: 47 Paesi, la questione dell'allargamento Ue, e le tensioni in Kosovo e Nagorno Karabach

Il progetto è ambizioso: mettere intorno a un tavolo i Paesi Ue, quelli che sperano un giorno di aderirvi, chi ne è uscito (Regno Unito) e chi vorrebbe rafforzare i suoi rapporti commerciali con Bruxelles. C'è chi dice che l'idea, promossa dal presidente francese Emmanuel Macron, sia un modo per dare a Ucraina e Moldavia in primis (ma anche agli altri Stati in lista d'attesa per l'adesione come l'Albania) un contentino, e frenare le loro richieste di entrare nel blocco Ue a stretto giro. Per altri, il progetto della Comunità politica europea (Cpe), questo il nome dato alla nuova organizzazione che si riunisce per la seconda volta nel villaggio di moldavo di Bulboaca, è invece un modo per Bruxelles per lanciare un messaggio di unità alla Russia di Vladimir Putin, ma anche al resto del mondo. In particolare alla Cina e alle sue mire verso i Balcani.

Già, perché la guerra in Ucraina, tre le altre cose, ha dimostrato che l'Europa oggi deve fare i conti con nuovi poli geopolitici emergenti, come dimostra il vertice di questi giorni in Sudafrica dei leader dei Brics. E in questo mondo sempre più multipolare, il rischio di perdere influenza (consegnando per esempio l'Africa alla Cina), occorre serrare le file guardando intanto al proprio vicinato. Nella Cpe ci sono al momento 47 Paesi, tra cui Armenia, Georgia, Azerbaigian e Serbia, che continuano a conservare legami con l'ex madre patria, la Russia. L'obiettivo di recidere tali legami è chiaro, prendendo proprio a esempio quanto sta avvenendo in Moldavia. 

Chisinau sta cercando una terza via all'avvicinamento all'Ue che non passi dalla guerra. Non è un caso che il vertice si svolga in un villaggio vicino alla Transnistria, regione separatista filo-russa di 300.000 abitanti nell'est del Paese. "La presenza di tutti questi leader nel nostro Paese invia un messaggio chiaro: la Moldavia non è sola", ha detto mercoledì la presidente Maia Sandu. "Il posto della Moldavia è nell'Unione europea", ha insistito. Al suo fianco è arrivato in queste ore il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: "Noi sosteniamo la Moldavia, siamo molto felici di andare verso l'Ue l'insieme e ringrazio i moldavi per aver accolto i nostri rifugiati. Quello che è importante è che il nostro futuro sia nell'Ue", ha detto il leader di Kiev.

Le pressioni dei due Paesi fanno il pari con quelle di Albania e Macedonia del Nord, che hanno già un piede dentro all'Ue da diverso tempo, ma il cui ingresso definitivo è stato bloccato principalmente dallo stesso Macron. Ecco perché, al di là delle dichiarazioni di rito, comprese quelle di diversi leader del blocco, l'impressione è il futuro di questi Stati, più che nell'Ue, possa essere nella Cpe. Sempre che il progetto (a cui aderiscono per il momento Regno Unito, Norvegia e Svizzera) vada in porto. 

Un segnale per un'eventuale buona riuscita della nuova Comunità europea potrebbe essere quello di proporsi come assise in cui dirimere le tensioni regionali: non a caso, al vertice moldavo in agenda ci sono i colloqui con la Serbia in merito alle tensioni con il Kosovo, dove lo scorso fine settimana sono scoppiate violenze tra polizia e manifestanti serbi. Macron ha in programma un meeting tra il presidente kosovaro e il presidente serbo con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Il duo franco-tedesco insieme al presidente del Consiglio europeo Charles Michel, dovrebbero anche incontrare i leader di Armenia e Azrbaigian, che si combattono da decenni per il controllo della regione del Nagorno Karabakh. I negoziati tra le due ex repubbliche sovietiche si sono intensificati e sembrano aver fatto progressi nelle ultime settimane.

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