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Martedì, 7 Febbraio 2023
Inchiesta in corso / Svezia

Scoperta quarta falla nel Nord Stream, la Svezia: "Probabile terza esplosione"

La Nato ha denunciato atti di sabotaggio "deliberati, sconsiderati e irresponsabili", e ha promesso "una risposta unita e determinata". Mosca: "Atto terroristico in zona sotto controllo Usa"

La Guardia costiera svedese ha scoperto una nuova fuga di gas dalle condutture di NordStream nel Mar Baltico, che porta il numero totale di perdite a quattro, due nella zona economica svedese e due in quella norvegese. L'unità di intelligence della polizia svedese (Saepo) si è assunta l'incarico di indagare sulle fughe di gas e non ha escluso la possibilità che dietro al presunto sabotaggio ci sia "una potenza straniera".

Secondo quanto riporta il quotidiano svedese Aftonbladet, il sismologo Barn Lund dell'Università di Uppsala, non esclude che nella zona sia avvenuta un'altra esplosione. L'istituto aveva già dichiarato martedì che erano state registrate due esplosioni in prossimità delle perdite, la prima alle 2.03 della notte di lunedì, si è verificata vicino alla fuga del Nord Stream 2, a sud-est di Bornholm. La seconda esplosione è avvenuta vicino alle due falle sul Nord Stream 1 vicino a Simrishamn, registrata alle 19.04 di lunedì e con una magnitudo di 2,3 sulla scala Richter, più di cinque volte più potente della prima. 

Sabotaggio al Nord Stream, quali sono le ipotesi sull'accaduto

Le due perdite sul lato svedese si trovano nella stessa area a una distanza di un miglio nautico (1,8 chilometri), e la perdita sul lato danese è a sua volta a 2,6 miglia (4,6 chilometri) di distanza. Finora la Svezia aveva segnalato una perdita sul Nord Stream 1 a nord-est dell'isola di Bornholm. La Danimarca ha confermato la presenza di una perdita sul Nord Stream 2 a sud-est dell'isola e di un'altra a nord-est sul Nord Stream 1. Le grandi perdite stanno causando notevoli bolle marine di centinaia di metri in superficie, causate dalla fuoriuscita di metano, che stanno rendendo per il momento impossibile l'ispezione delle strutture, hanno dichiarato le autorità. Una nave della guardia costiera svedese specializzata nella bonifica dell'inquinamento si trova nell'area con un veicolo subacqueo a comando remoto, così come le navi danesi. "Secondo l'equipaggio, il flusso di gas visibile in superficie è ancora costante", ha scritto l'autorità.

Al momento non sono in funzione in quanto la Russia sospeso i flussi del Nord Stream 1, dando la colpa a difficoltà tecniche causate dalle sanzioni occidentali (mentre l'Ue sostiene che si tratti di una ritorsione contro le sanzioni stesse). Il Nord Stream 2 non è invece mai entrato in funzione, visto che la Germania ha sospeso la sua inaugurazione pochi giorni prima dell'invasione dell'Ucraina. Al loro interno sono presenti però comunque ingenti quantità di gas

L'Unione Europea sospetta che dietro le perdite sui gasdotti sottomarini russi diretti in Europa ci sia un sabotaggio e ha promesso una risposta "decisa" a qualsiasi interruzione intenzionale delle sue infrastrutture energetiche. Anche la Nato ha denunciato atti di sabotaggio "deliberati, sconsiderati e irresponsabili". "Siamo impegnati nella deterrenza, a proteggerci e a difenderci dall'uso coercitivo della leva energetica o di qualsiasi altro dispositivo ibrido da parte di attori statali o non statali", affermano i 30 membri dell'Alleanza in una nota, in cui promettono che "qualsiasi attacco deliberato alle infrastrutture critiche dei paesi dell'Alleanza sarebbe accolto con una risposta unita e determinata".

Principale bersaglio dei sospetti la Russia di Vladimir Putin, che però ha contrattaccato accusando gli Stati Uniti di Joe Biden e ottenendo la convocazione di una riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Gli incidenti ai gasdotti Nord Stream sembrano "un atto terroristico, probabilmente di un paese straniero", ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato da Interfax. Peskov ha anche commentato le notizie di stampa che parlavano della presenza di truppe russe nell'area degli incidenti: 'Sono notizie distorte, sono state viste molte più truppe della Nato nell'area". Il ministero degli Esteri russo ha sottolineato che le rotture ai gasdotti che hanno causato perdite al largo delle coste di Danimarca e Svezia si sono verificate in un territorio che è "pienamente sotto il controllo" delle agenzie di intelligence statunitensi. La portavoce del Ministero, Maria Zakharova, ha sostenuto che Washington ha "pieno controllo" sulle acque intorno alle due nazioni. 

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