Quasi 600 giorni senza governo: il Nord Irlanda batte il Belgio

A Belfast si litiga tra unionisti e separatisti. Battuto il primato della crisi politica belga tra il 2010 e 2011 

La sede del Parlamento del Nord Irlanda a Belfast

Il Nord Irlanda detiene il nuovo record di stallo istituzionale senza un governo. La nazione parte del Regno Unito ha superato il primato di 589 giorni senza un esecutivo in tempo di pace, precedentemente raggiunti solo dal Belgio. La crisi politica aperta dalle dimissioni del vicepremier Martin McGuinness arrivate il 16 gennaio 2017 non ha ancora portato alla formazione di una nuova maggioranza parlamentare che possa dare un governo stabile ai quasi 2 milioni di cittadini nel delicato momento storico dei negoziati sulla Brexit. 

Record del Belgio

Il record infranto era stato raggiunto dal non-governo belga tra il 2010 e il 2011, quando le dimissioni dell’allora Primo ministro Yves Leterme aprirono uno stallo causato dal divario ideologico tra la Vallonia a maggioranza socialista e le Fiandre, bacino elettorale dei nazionalisti e separatisti fiamminghi. I due schieramenti si spartirono il consenso nelle elezioni di giugno 2010 e ci vollero altri 541 giorni (da sommarsi ai mesi di campagna elettorale senza governo) per arrivare all’incarico di governo al socialista Elio Di Rupo.  

Unionisti e separatisti

Anche stavolta c’entrano le questioni identitarie e le istanze separatiste. Al tavolo delle trattative per il nuovo governo di Belfast vi sono da una parte il Sinn Fein, movimento che vorrebbe l’unificazione politica dell’Isola con l’uscita del Nord Irlanda dal Regno Unito, e dall’altra gli unionisti del DUP, partito conservatore e fiero sostenitore della permanenza sotto il regno di Sua Maestà Elisabetta II. 

Primatisti morali

Il mancato status di nazione indipendente impedirà al Nord Irlanda di entrare nel Guinness dei primati come paese con la poltrona vacante di Primo ministro per il periodo più lungo nella storia. Per quanto il livello di autonomia da Londra sia molto più forte di quello delle regioni italiane da Roma, il governo di Belfast deve ancora fare i conti con il Parlamento di Westminster. Quest’ultimo sta infatti decidendo anche cosa ne sarà dell’Irlanda del Nord dopo la Brexit.

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Brexit o Irlanda unita?

È impossibile lasciar da parte l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea quando si parla dei destini della parte settentrionale dell’Isola, che costituisce uno dei maggiori ostacoli al raggiungimento di un accordo tra il governo britannico e le istituzioni Ue. La distanza tra il Sinn Fein e il DUP si misura anche sull’appoggio degli unionisti all’uscita dai trattati europei nonostante il Nord Irlanda abbia votato in maggioranza per restare nell’Ue. Al contrario, il Sinn Fein vorrebbe l’unificazione con il resto della Repubblica Irlandese anche per garantire a tutti gli isolani la permanenza nell’Unione europea.

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