Il grattacapo dei commissari Ue: Italia chiede tempo, Ursula chiede nuovi nomi

Roma e Parigi non hanno ancora deciso chi mandare a Bruxelles. E la presidente eletta sembra non troppo entusiasta di alcune nomine fatte dagli Stati membri

"Non tutti i candidati (scelti dagli Stati membri, ndr) faranno parte della squadra finale che il presidente eletto intende presentare al Parlamento europeo". La comunicazione della portavoce della Commissione Ue, Mina Andreeva, conferma quanto circolava in questi giorni a Bruxelles: la prossima leader dell’Esecutivo comunitario, Ursula von der Leyen, non è molto entusiasta dei candidati commissari presentati finora dagli Stati. Tanto che avrebbe già chiesto ad alcuni governi Ue di cambiare cavallo.

Il primo a farne le spese è stato il candidato della Polonia, Krzysztof Szczerski, che ha fatto un passo indietro con la motivazione ufficiale di voler lasciare il posto a un collega di partito più competente di lui sul portafoglio promesso a Varsavia, l'agricoltura.

Allo stato attuale 24 Stati membri su 27 hanno presentato i loro candidati per la posizione di commissario europeo. All'appello mancano, oltre la Polonia, solo Francia e Italia, mentre il Regno Unito ha annunciato che non designera' un commissario vista l'uscita dall'Ue prevista per il 31 ottobre prossimo. 

L'Austria ha nominato Johannes Hahn, il Belgio Didier Reynders, la Bulgaria Mariya Gabriel, la Croazia Dubravka Suica, Cipro Stella Kyriakides, la Repubblica ceca Vera Jourova, la Danimarca Margrethe Vestager, l'Estonia Kadri Simson, la Finlandia Jutta Urpilainen, la Grecia Margaritis Schinas, l'Ungheria Laszlo Trocsanyi, l'Irlanda Phil Hogan, la Lettonia Valdis Dombrovskis, la Lituania Virginijus Sinkevicius, il Lussemburgo Nicolas Schmit, Malta Helena Dalli, l'Olanda Frans Timmermans, la Slovacchia Maros Sefcovic, la Slovenia Janez Lenarcic, la Spagna Josep Borrell e la Svezia Ylva Johansson.

Gli unici paesi che hanno accettato la richiesta di von der Leyen di presentare il nome di un uomo e di una donna per riuscire a realizzare l'obiettivo della parita' di genere sono il Portogallo (Pedro Marques e Elisa Ferreira) e la Romania (Rovana Plumb e Dan Nica). I negoziati per la ripartizione dei portafogli sono in corso. Per il momento l'unica certezza sulla base degli accordi raggiunti a livello di Consiglio europeo è   che l'olandese Timmermans e la danese Vestager saranno vice-presidenti, mentre lo spagnolo Borrell sostituirà Federica Mogherini come Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue. 

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L'Italia attende di capire l'esito della crisi di governo per proporre io suo candidato, anche se von der Leyen aveva fissato al 26 agosto la deadline per gli Stati. Per Antonio Tajani, presidente della commissione Affari Costituzionali del Parlamento europeo, il ritardo italiano non è un problema: "C'è tempo ancora - osserva - anche la Francia ancora non ha indicato" il proprio candidato per la Commissione, atteso comunque a breve. "Non credo - continua Tajani - che ci sia tantissima fretta". 

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