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Un condannato a morte per iniezione letale negli Usa

Un condannato a morte per iniezione letale negli Usa

Tornano le esecuzioni federali negli Usa, Ue: "Fermatevi, no alla pena di morte"

Dopo uno stop di 17 anni, il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha deciso di dare seguito alle circa 60 pene capitali pendenti a livello federale. Il via libera della Corte suprema che ha bocciato il ricorso di 4 detenuti, tra cui un suprematista bianco

L'Unione europea si schiera ufficialmente contro la decisione del dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti di ripristinare la pena di morte federale dopo una pausa di 17 anni. La portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna, ossia il ministero degli Esteri dell'Ue, ha detto in una nota che "questa decisione è contraria alla tendenza generale negli Stati Uniti e nel mondo di abolire la pena di morte, sia per legge che nella pratica".

L'Ue, ha proseguito la portavoce, "si oppone fermamente alla pena di morte in ogni momento e in ogni circostanza". La pena capitale è una "punizione crudele, disumana e degradante, incompatibile con l'inalienabile diritto alla vita, non fornisce un'efficace deterrenza al comportamento criminale ed è irreversibile. L'Unione europea sostiene fermamente e inequivocabilmente le vittime di crimini e le loro famiglie e sostiene l'applicazione di sanzioni efficaci e non letali.L'Unione europea continuerà a lavorare per l'abolizione universale della pena di morte", conclude la nota. 

L'ultima esecuzione federale negli Usa risale al 2003. Ma va chiarito che iniezioni letali e sedia elettrica nel Paese non si sono mai fermate: i 29 Stati degli Usa dove la pena di morte è legale hanno proseguito in questi anni a uccidere i detenuti condannati alla pena capitale. Solo il Covid-19 ha rallentato il ritmo delle esecuzioni, ma solo perché l'emergenza ha reso indisponibili i farmaci per le iniezioni letali. 

Diverso il caso delle condanne a morte comminate per reati federali, bloccate da 17 anni per decisione dell'allora amministrazione Bush. A fine giugno, la Corte suprema ha dato l'ok alla richiesta dell'amministrazione Trump di ripristinare l'esecuzione di questo tipo di condanne capitali. Tra i primi detenuti uccisi potrebbe esserci un suprematista bianco.  

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