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Sabato, 22 Gennaio 2022
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Non si può dire "Natale" o "Maria": la Commissione ritira le linee guida delle polemiche

Il documento, che era per uso interno dei funzionari della Commissione, è emerso sui media scatenando la protesta della destra, da Tajani a Meloni

Periodicamente la polemica ritorna: una volta è il divieto del Parlamento europeo di ospitare il presepe nei suoi uffici. Stavolta tocca invece alle linee guida della Commissione europea per una "corretta comunicazione". Un documento interno, rivolto ai membri del suo staff, parte della più ampia strategia Union of Equality, è finito sui media scatendando le proteste della destra italiana. In particolare per la raccomandazione di evitare riferimenti al Natale, sostituendolo con il più neutro "festività". La bagarre è stata tale che alla fine Bruxelles ha deciso di ritirarla.

La Commissaria all'Uguaglianza Helena Dalli, che aveva voluto il testo, ha definito il documento "inadeguato allo scopo prefisso" e "non maturo", nonché sotto gli standard richiesti dalla Commissione. L'iniziativa "aveva lo scopo di raggiungere un obiettivo importante: illustrare la diversità della cultura europea e mostrare la natura inclusiva della Commissione europea verso tutti i ceti sociali e le credenze dei cittadini europei", ma la versione pubblicata "non serve adeguatamente questo scopo", ha ammesso nell'annunciare il ritiro e promettendo di lavorare ulteriormente sul documento.

"Ogni persona in Ue ha il diritto di essere trattata in maniera eguale" senza riferimenti di "genere, etnia, razza, religione, disabilità e orientamento sessuale", era il preambolo del documento. Per questo, le linee guida sconsigliano ai funzionari di usare 'Miss o Mrs' (signorine e signore) nelle loro comunicazioni, interne ed esterne, sostituendoli con un più generico 'Ms'. Anche le festività non dovranno più essere riferite in maniera troppo specifica, come il Natale, ma si consiglia, in qualsiasi contenuto comunicativo, di "non usare nomi propri tipici di una specifica religione". I funzionari dovanno scrivere nei testi che producono, ad esempio, frasi come le "festività sono stressanti" e non più "il Natale è stressante".

Le linee guida, riassume l'Ansa contengono diversi capitoli in cui il trattamento egualitario della persona, secondo l'esecutivo Ue, va preso in considerazione. Nel decalogo della commissione ci sono alcune raccomandazioni da usare sempre: non usare nomi o pronomi che siano legati al genere del soggetto; mantenere un equilibrio tra generi nell'organizzazione di ogni panel; se si utilizza un contenuto audiovisivo o testimonianze, assicurarsi la diversità sia rappresentata in ogni suo aspetto; non rivolgersi alla platea con le parole 'ladies' o 'gentleman' ma utilizzare un generico 'dear colleagues'; quando si parla di transessuali identificarli secondo la loro indicazione; non usare la parola 'the elderly' (gli anziani) ma 'older people (la popolazione più adulta); parlare di persone con disabilità con riferimento prioritario alla persona (ad esempio al posto di 'Mario Rossi è disabile' va utilizzato 'Mario Rossi ha una disabilità').

Antonio Tajani, eurodeputato e presidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento europeo, dopo la pubblicazione della notizia ha scritto un'interrogazione alla Commissione europea in cui le chiede se "ritiene che tali linee guida rispettino l'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo sul principio della libertà di espressione, che include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza ingerenza da parte delle autorità pubbliche?". L'esponente di Forza Italia chiede anche a Bruxelles, se "nel rispetto del principio di inclusività, quali misure intende adottare per rispettare la sensibilità della maggioranza dei dipendenti della Commissione europea? Intende modificare queste linee guida, nel rispetto delle radici cristiane dell'Unione europea?". "La Commissione europea, tramite un documento interno, considera il Natale festività poco 'inclusiva'. Nel bersaglio anche i nomi Maria e Giovanni. Il motivo? Potrebbero risultare 'offensivi' per i non cristiani. Ora basta: la nostra storia e la nostra identità non si cancellano", è stato invece il commento della leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, su Twitter.

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