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Anna Muzychuk ai mondiali vinti in Iran. EPA/ABEDIN TAHERKENAREH

Anna Muzychuk ai mondiali vinti in Iran. EPA/ABEDIN TAHERKENAREH

Perde i titoli iridati per non volere la tunica: l'ucraina Muzychuk diserta i mondiali in Arabia per non sentirsi persona di Serie B

Annuncio sul profilo facebook della scacchista Anna Muzychuk: né lei né sua sorella Mariya si presenteranno all'appuntamento iridato che inizia oggi. "Non voglio mettermi la tunica" e "sentirmi una creatura di seconda categoria"

Addio al doppio titolo mondiale per non voler portare una tunica e tutto quel che rappresenta. La scacchista ucraina Anna Muzychuk ha annunciato via facebook che non difenderà i suoi titoli nei Mondiali che si terranno in Arabia Saudita dal 26 al 30 dicembre. "Non voglio portare l'abaya (la tunica d'ordinanza in alcuni paesi musulmani, ndr) e non voglio sentirmi una creatura di seconda categoria", ha scritto nel suo profilo la campionessa del mondo, annunciando il boicot alla manifestazione iridata, che verrà disertata anche dalla sorella, altra scacchista d'elite. 

"Tra pochi giorni perderò i miei due titoli mondiali, uno ad uno. Solo perché ho deciso di non andare in Arabia Saudita, di non giocare con le regole di altri, di non mettermi l'abaya, di non dover andare per strada accompagnata con qualcuno, per, in sintesi, non sentirmi una creatura secondaria".   Messaggio facebook di Anna Muzychuk

"Sono preparata per lottare per i miei principi e saltare questo mondiale", si legge ancora nel suo profilo facebook, "in cui avrei potuto guadagnare più che in una dozzina di competizioni messe assieme, tutto ciò è assai molesto, ma la cosa più terribile e che a nessuno interessa tutto ciò". 

Boicot contro le regole religiose

Non è la prima volta che una giocatrice boicotta una manifestazione di questo livello tenuta in un paese musulmano: Nazi Paikidze, campionessa Usa non andò ai mondiali dello scorso febbraio in Iran per non dover portare il velo. In quell'occasione Muzychuk non ebbe problemi a mettere il hijab. Questa volta la musica è diversa, considerando anche il livello di oppressione che subiscono le donne in Arabia Saudita. 

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