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Il presidente del Sp.a Conner Rousseau in una foto tratta dalla sua pagina Facebook

Il presidente del Sp.a Conner Rousseau in una foto tratta dalla sua pagina Facebook

"Vietare alle madri tossicodipendenti di avere figli", la proposta dei socialisti fiamminghi

Secondo il presidente del partito belga Sp.a bisogna impedire temporaneamente di procreare alle persone che soffrono di gravi dipendenze: "Non penso a sterilizzazioni, ma a sanzioni"

Sul tema, ha scritto anche un libro che narra la storia vera di un bambino nato da genitori dipendenti dall'eroina. E adesso che, a soli 26 anni, guida il partito socialista fiammingo, nel novero delle sue proposte politiche c'è anche quella di impedire temporaneamente ad alcune persone di avere figli, nella fattispecie coloro che soffrono di gravi dipendenze. Lui si chiama Conner Rousseau, guida il partito Sp.a ed è considerato uno degli astri nascenti della politica in Belgio.  

"Immagina una madre dipendente dall'eroina che continua a dare alla luce bambini mentre i precedenti le sono stati portati via da un giudice, immagina bambini che a volte nascono con problemi legati alla sua dipendenza", ha detto Rousseau nel corso di un'intervista all'emittente Vrt in cui ha raccontato il suo rapporto con T., bambino cresciuto in un contesto famigliare segnato dall'eroina: "Conoscerlo mi ha aperto gli occhi sulla povertà, sulle disuguaglianze nelle opportunità, e slla trascuratezza colpevole di alcuni genitori". Dinanzi a casi come questo, "io non devo pormi la domanda se sia giusto o meno intervenire? Dico, per il benessere dei bambini a rischio". Secondo il giovane leader politico, intervenire non vuol dire ricorrere a sterilizzazioni o aborti, ma con un sistema di sanzioni.

Non è la prima volta che i socialisti fiammighi avanzano tesi di questo tipo. Il predecessore di Rousseau, John Crombez, aveva dichiarato che "alcune madri tossicodipendenti danno alla luce tre o più figli. Come società, non possiamo continuare a tollerare questo". Secondo Crombez, "se una donna rimane incinta, non diremo mai che non poteva. Ma vogliamo lavorare sulla prevenzione". Chiarimenti che non sono bastati a frenare le polemiche, soprattutto da parte delle forze politiche cattoliche. 

Secondo l'ultimo rapporto dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, il Belgio è una delle principali piattaforme europee per il traffico di stupefacenti (il primo per quanto riguarda la cocaina). Diverse inchieste giornalistiche hanno messo in evidenza come morti per overdose e consumi siano aumentati nel Paese negli ultimi anni, sebbene non esistano statistiche ufficiali recenti. Inoltre, gli esperti denunciano che molti casi di overdose non vengono registrati e questo impedisce di far emergere l'entità del fenomeno. 

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