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Negazionismo sul Covid e campagne no-vax: su Amazon il business delle teorie del complotto

Sul più grande mercato online del mondo ci sono almeno 80 libri che definiscono 'bufala' il coronavirus e invitano i lettori a diffidare delle regole sul distanziamento imposte da Governi e autorità sanitarie

Dal negazionismo sulla pandemia globale alle fake news sull’origine del Covid-19, passando per le immancabili teorie anti-scientifiche sui vaccini e le tesi del complotto sostenute da QAnon. Per accedere alla biblioteca mondiale della disinformazione basta andare su Amazon, il gigante mondiale degli acquisti online, accusata per questo motivo di lucrare su testi che minano la fiducia nella scienza, nei medici e nelle istituzioni. Secondo un’analisi condotta dalla testata online Politico, nei siti europei e americani del mercato sul web si contano almeno 80 libri che bollano come ‘bufala’ l’esistenza di una pandemia globale in corso.

Tesi del complotto aiutate dall'algoritmo

Altri titoli sostengono apertamente che i vaccini siano dannosi e che la gente dovrebbe diffidare dei regole imposte dai Governi sul distanziamento sociale. Questi contenuti non solo sono disponibili, ma vengono anche promossi dall’algoritmo che si adatta alle informazioni sul consumatore che accede al sito, mettendo in evidenza le tesi del complotto a chi magari ha già acquistato o consultato materiale dello stesso ‘filone’ letterario. 

Abbonamenti per negazionisti

I libri più popolari e venduti vantano anche migliaia di recensioni positive nelle quali i lettori elogiano le teorie del complotto più disparate, come quella secondo cui Angela Merkel e altri leader globali stanno usando la pandemia in corso per minare le libertà delle persone a proprio vantaggio. Molti dei libri sono inclusi nei servizi di abbonamento di Amazon, come Kindle Unlimited e Audible, che consentono alle persone di leggere o ascoltare una selezione di e-book e audiolibri a un costo fisso mensile.

Il business

Altri giganti dei social media e delle piattaforme di contenuti come YouTube hanno bandito i video di QAnon dalle loro reti, in parte a causa della loro capacità di generare violenza nel mondo reale. Molte piattaforme hanno represso la disinformazione sul Covid-19, come Facebook che ha bandito gli annunci pubblicitari anti-vaccino e altri contenuti dalla sua rete globale. Su Amazon, molti dei libri sul Covid-19 sono auto-pubblicati o promossi da piccole case editrici, quindi stampati e venduti attraverso la divisione editoriale della società. Il gigante dell'e-commerce, in genere, ha un margine di guadagno pari almeno a un terzo di tutte le vendite di e-book, mentre intasca circa il 15% quando le persone acquistano libri tradizionali. Il gigante del commercio online vieta, per il momento, i soli contenuti piratati e le merci contraffatte sulla sua piattaforma, ma non ha ancora regole specifiche legate alla disinformazione o alle teorie del complotto.

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