I "bio-nazi" vegani avanzano in Germania e prendono di mira l'halal islamico

I movimenti di estrema destra stanno provano ad appropriarsi dei temi solitamente appartenenti a sinistra e verdi. Mentre promuovono l'agricoltura e gli allevamenti biologici esaltano la patria e chiedono di opporsi al "fondamentalismo dalla mentalità ristretta e dal cuore freddo" dei musulmani

foto Ansa

Non solo la supremazia della razza ariana, l'odio per gli ebrei, il culto di Adolf Hitler e il desiderio di ordine e disciplina. Adesso i nazisti tedeschi starebbero riscoprendo anche l'importanza del cibo biologico e addirittura della dieta vegana, come armi da utilizzare anche nella lotta contro quelli che ritengono essere i nuovi nemici della Germania, i musulmani. In un intervento su Politico la professoressa Irina Dumitrescu dell'università di Bonn ha raccontato un nuovo fenomeno in crescita nel Paese, quello dei cosiddetti “bio-nazi”.

I suprematisti animalisti

Vegetarismo, veganismo e altre forme di alimentazione "pulita" così come l'agricoltura biologica sono spesso associati a movimenti progressisti di sinistra. Queste pratiche alimentari spesso combinano il desiderio di salute fisica con preoccupazioni morali e sociali, spiega la professoressa raccontando però che negli ultimi anni la produzione di cibo "pulito" e persino il trattamento etico degli animali sono temi che sono stati fatti propri da individui e organizzazioni di estrema destra. “I suprematisti bianchi in Germania e altrove stanno adottando diete prive di prodotti di origine animale, pubblicando ricette su YouTube e discutendo sull'adeguatezza delle diete vegetariane per le persone 'ariane'”, afferma Dumitrescu.

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L'attacco all'halal

Uno studio del 2012 condotto dalla Fondazione Heinrich Böll, affiliata al partito tedesco dei Verdi, ha attirato l'attenzione sul fenomeno dei movimenti dell'agricoltura biologica di destra nello stato del Meclemburgo-Pomerania Anteriore. L'ecologismo di destra è di casa poi nella rivista bavarese Umwelt & Aktiv (Ambiente e Attività). “Con copertine che alternano a foto di tramonti bucolici di paesaggi tedeschi e vignette politiche, il periodico promuove un interesse per la protezione dell'ambiente, degli animali e dell'Heimat, la 'patria'”, scrive la professoressa sottolineando che mentre “alcuni articoli sono innocui, elencano erbe da cucina, propongono teorie sul declino delle popolazioni di api e discutono contro la caccia ai delfini”, altri sono “sfacciatamente xenofobi”, o promuovono “i valori pedagogici degli "asili della foresta" come un'alternativa alle scuole materne multiculturali”. Alcuni articoli si scagliano invece contro la "barbarie" delle pratiche di macellazione halal, chiedendo che gli attivisti per i diritti degli animali si oppongano al "fondamentalismo islamico dalla mentalità ristretta e dal cuore freddo".

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