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Sabato, 22 Giugno 2024
Bluff russo? / Ucraina

La Nato sfida la Russia nel mar Nero: tre navi aggirano il blocco sul grano

Secondo gli esperti, sarebbe un segnale di debolezza di Mosca, la cui flotta avrebbe subito pesanti perdite. Ma la replica russa non si è fatta attendere

Tre navi mercantili scortate da aerei Nato hanno aggirato il blocco della Russia nel mar Nero volto a impedire le spedizioni ucraine di grano e altri beni alimentari. Stando a quanto rivelato dall'Institute of study of war (Isw) sulla base delle immagini di tracciamento navale, domenica una imbarcazione israeliana, una greca e una turco-georgiana sono riuscite a raggiungere il porto ucraino di Izmail, alla foce del Danubio, vicino il confine con la Romania. Altre navi, secondo Le Monde, zono in rotta verso Izmail e Reni, l'altro porto ucraino che si trova nella stessa zona. Ma la replica di Mosca non si è fatto attendere: nella notte tra martedì e mercoledì, dei droni russi hanno bombardato le infrastrutture portuali di Izmail. 

Da quando ha annullato l'accordo Onu che ha permesso di sbloccare le esportazioni ucraine attraverso il mar Nero, in particolare quelle di grano e altri cereali considerate fondamentali per evitare una crisi alimentare globale, la Russia ha rafforzato la sua presenza militare nell'area schierando la corvetta Sergey Kotov e minacciando di sequestrare le navi straniere che intendono raggiungere i porti ucraini. 

Secondo Forbes, però, la flotta russa è "malconcia" in quanto "ha perso diverse navi a causa dei missili ucraini" dall'inizio del conflitto. Per questo, il nuovo blocco nel mar Nero potrebbe essere un "bluff". Il fatto che "tre navi civili" abbiano potuto navigare verso l'Ucraina "senza ostacoli possono suggerire che la Russia non è disposta o è incapace" di imporre tale blocco, ha osservato l'Isw.

Alcuni esperti hanno segnalato che Mosca avrebbe concentrato le sue mire sul porto strategico di Odessa, rinunciando a innalzare un muro navale davanti ai porti vicino la foce del Danubio, come quello di Izmail. Questi scali sono più piccoli e si trovano in prossimità del confine con la Romania. Se i missili russi hanno colpito Odessa nei giorni scorsi con una certa frequenza, lo stesso non era avvenuto nell'area di Izmail (salvo un attacco con droni su Reni il 24 luglio scorso). La supposta ritrosia di Mosca, però, è durata poco: questa notte il porto di Izmail è stato duramente bombardato da droni russi.

Il video dell'attacco russo con droni al confine con la Romania

I "continui attacchi della Russia alle infrastrutture civili ucraine sul Danubio vicino alla Romania sono inaccettabili", ha dichiarato il presidente rumeno Klaus Iohannis su Twitter. "Si tratta di crimini di guerra che compromettono ulteriormente la capacità dell'Ucraina di trasferire i suoi prodotti alimentari a chi ne ha bisogno in tutto il mondo", ha aggiunto Iohannis.

Intanto, Vladimir Putin ha chiesto alla Turchia di favorire l'export del grano russo: "Dato il fabbisogno alimentare dei Paesi più bisognosi, si stanno elaborando opzioni per consentire consegne di grano russo - si legge in una nota del Cremlino a margine di una conversazione tra Putin e il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan - C'è la volontà di cooperare in questo settore con la Turchia". Nel corso della conversazione, Putin avrebbe ribadito l'intenzione di Mosca di non rinnovare l'accordo sul mar Neto mediato dall'Onu e da Ankara. 

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