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Domenica, 3 Marzo 2024
Nuovi alleati

L'impegno della Nato: difenderemo Svezia e Finlandia anche prima dell’adesione

Turchia e Ungheria non hanno ancora ratificato l’ingresso nell’alleanza dei due Paesi, ma Stoltenberg garantisce: “In caso di pressioni, reagiremo”

Svezia e Finlandia non fanno ancora parte della Nato, ma l’Alleanza atlantica è già pronta a difendere i due aspiranti Stati membri. Lo ha garantito il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in una conferenza stampa nella quale ha anche rassicurato gli scandinavi sull’ingresso sotto ‘l’ombrello’ atlantista in tempi rapidi. Nonostante manchino ancora le ratifiche di Turchia e Ungheria, quello dei due Paesi nordici “fino a oggi è stato il processo di adesione più veloce della storia della Nato”, ha detto Stoltenberg.

“Se dovesse esserci qualsiasi tipo di pressione nei confronti di Svezia e Finlandia”, ha poi rassicurato il numero uno dell’alleanza militare, “sarebbe inconcepibile per gli alleati della Nato stare fermi e non reagire”. “Reagiremo - ha promesso Stoltenberg - a qualsiasi tipo di pressione contro la Svezia e la Finlandia”.

Tuttavia, i due Paesi non fanno ancora parte dell’alleanza che garantisce l’intervento militare di tutti gli Stati alleati in caso di attacco anche a uno solo di essi. Il processo di adesione alla Nato di Helsinki e Stoccolma, ha ricordato Stoltenberg, è cominciato ufficialmente a Madrid nel mese di giugno, durante il summit dell’alleanza, quando “tutti e trenta i Paesi alleati hanno preso la decisione storica di invitare la Finlandia e la Svezia”. Di lì a poco hanno iniziato - una dopo l’altra - a piovere le ratifiche dei Paesi più ‘atlantisti’. “Ventotto alleati hanno già ratificato il protocollo d’adesione”, ha ricordato Stoltenberg rispondendo a una domanda sul processo ancora fermo. 

“Di recente - ha precisato il segretario generale - anche l’Ungheria ha chiarito che la ratifica è nell’agenda parlamentare di questo autunno”. Manca all’appello la Turchia, l’unico Paese Nato che mantiene ancora rapporti di alto livello con la Russia, come testimoniato dai diversi bilaterali degli ultimi mesi tra Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin.

“Accolgo con favore che Finlandia, Svezia e Turchia stiano lavorando assieme per applicare il memorandum congiunto che hanno concordato a margine del summit di Madrid per incrementare gli sforzi nella lotta al terrorismo”, ha detto Stoltenberg alludendo all’accordo poi finito sotto accusa perché consentirà l’estradizione dai due Paesi Ue verso la Turchia degli attivisti curdi che Ankara considera terroristi. 

“La Svezia ha chiarito che non ci saranno restrizioni all’export di armi verso la Turchia e che è stato stabilito un meccanismo permanente per lavorare assieme in maniera ancora più stretta sullo scambio di informazioni e sull’intelligence per sostenere gli sforzi nella lotta al terrorismo internazionale”, ha aggiunto Stoltenberg che ha anche annunciato una sua visita in Turchia. “Sono fiducioso che tutti gli alleati ratificheranno il protocollo d’adesione”, è stato l’auspicio del segretario generale. 

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In ogni caso, ha assicurato, “la situazione di Finlandia e Svezia è cambiata molto da quando hanno fatto richiesta di adesione”. Da allora, “gli alleati hanno dato garanzia di sicurezza ai due Paesi come parte dell’intero processo di adesione” tanto che gli Stati candidati a entrare nell’alleanza “partecipano alle attività civili e militari della Nato”. Un chiaro avvertimento alla Russia che ha tentato in diverse occasioni di scoraggiare l’ingresso nella Nato dei due Paesi dopo che questi hanno rotto con la loro tradizionale neutralità in seguito all’invasione dell’Ucraina.

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