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Venerdì, 26 Novembre 2021
Covid

Natale in lockdown? Allarme in 23 Paesi Ue e primi mercatini annullati in Germania

Italia e Spagna resistono: sono gli ultimi due Stati dove il virus è ancora sotto controllo. Ma l’infezione dilaga a Est e provoca misure d'emergenza in Austria e Grecia

Un altro Natale a distanza? La domanda è ormai legittima alla luce delle notizie sulla diffusione del virus nei Paesi Ue. L’attenzione della stampa continentale è concentrata soprattutto sull’Europa germanofona. L’Austria è finita sotto i riflettori per l’imposizione del lockdown anche per i vaccinati e dell’obbligo vaccinale che entrerà in vigore dal primo febbraio. La Germania, che per Angela Merkel si trova in “una situazione drammatica”, si è invece vista costretta a prendere un provvedimento che di certo non sconvolgerà la vita dei tedeschi, se non quella degli operatori commerciali coinvolti, ma che porta con sé un forte impatto emotivo. 

L’apertura dei mercatini di Natale della Baviera, a partire dalle famose bancarelle di Norimberga, è stata cancellata dalle autorità locali a seguito dell’alta incidenza di nuovi contagi. “La situazione è molto seria e complicata”, ha ammesso il primo ministro bavarese Markus Soder, che ha giustificato la chiusura delle bancarelle in legno affermando che tali mercatini causano molteplici contatti tra le persone e che sarebbe difficile monitorare lo stato di salute di ciascun visitatore. Nei distretti della Baviera che superano i 1.000 nuovi casi di infezione ogni 100.000 persone nell’ultima settimana “dovrà restare tutto chiuso”, ha aggiunto Soder, fatta eccezione per le scuole e le imprese. Scelte difficili che fanno capire il livello d’emergenza toccato in Germania. Ma altri Paesi stanno soffrendo molto di più.

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Nel consueto rapporto del venerdì, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha classificato come “estremamente preoccupante” la situazione in Croazia, Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria, Polonia e Slovenia. I contagi da Covid sono in forte crescita da settimane in tutto l’Est Europa e gli alti tassi d'infezione si sono ormai diffusi nei Balcani occidentali e verso Sud, fino alla Grecia. Proprio il governo di Atene ha decretato una nuova stretta sui non vaccinati. A partire da lunedì, chi non è immunizzato non avrà più accesso a diversi luoghi chiusi, tra cui cinema, teatri, musei e palestre, oltre a bar e ristoranti (dai quali i non vaccinati sono già esclusi). La Grecia ha inoltre stabilito di ridurre la durata del Green pass a 7 mesi per gli over 60 come incentivo ad affrettare la dose di richiamo.

La Germania, assieme ad Austria, Belgio, Irlanda, Olanda e altri 12 Stati, secondo l'Ecdc si trova invece nel secondo gruppo di Paesi, quelli dove il livello dei contagi suscita la “forte preoccupazione” degli esperti. Cinque paesi (Finlandia, Francia, Malta, Portogallo e Svezia) si trovano nella fascia intermedia della “moderata preoccupazione”. Solo due Stati Ue sono “a basso rischio”. Si tratta di Spagna e Italia, rispettivamente terza e quarta nella classifica dei Paesi Ue per tasso di vaccinazione.

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