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Sabato, 10 Giugno 2023
L'organizzazione / Paesi Bassi

L'ong europea che assiste le vittime di reati online: due giovani italiane al vertice

Si chiama Cyber rights organization e ha sede a L'Aja, in Olanda. Obiettivo: aiutare chi subisce violenze sul web, dal bullismo al revenge porn

Fornire assistenza legale e tecnica alle vittime di crimini online, dal bullismo al revenge porn, in tutta Europa. Con questo obiettivo è nata all'Aja, in Olanda, la Cyber rights organization (Cro), la prima organizzazione europea che difende i diritti umani nel web. Ai vertici due giovani italiane, Annachiara Sarto e Silvia Semenzin, che hanno fondato l'ong insieme a Andrea Baggio e Juan Ricardo Palacio.

Cro si occuperà di aiutare le vittime che subiscono violenza di genere online, cyberbulling, hate speech, doxing, sextortion, violazione dell’identità digitale e tratta online. “Nel mondo - raccontano Sarto e Semenzin - le donne sono 27 volte più esposte a violenza online degli uomini. Ci vogliono più di cento giorni per eliminare un link, una foto un video che danneggia l’intimità violata di una persona. In tutto il mondo, più del 20% delle vittime della tratta sessuale online sono bambini. Il cybercrime costa al mondo 8 trilioni di dollari l’anno: violazione dei dati personali, sextortion, doxing, revenge porn. Abbiamo detto basta a tutto questo e ci siamo messe in cammino”.

L'ong lavorerà a stretto contatto con agenzie Ue per il contrasto al crimine come Eurojust e Europol, e si avvarrà della collaborazione di un team di esperti internazionali che comporrà l'Advisory commitee. Grazie a questo team, spiega Sarto, saremo in grado di fornire assistenza legale e tecnica alle vittime di cybercrime, affenrenti al mondo della violazione dei diritti dell’infanzia legati al web, in materia di privacy e data rights. Molta attenzione sarà prestata alla violenza di genere online, alle discriminazioni degli algoritmi digitali e ai furti d’identità”. A supporto di questa attività ci sarà un "centro di ricerca interno permanente in grado di realizzare studi e analisi sui temi cari a Cro" che serviranno a sensibilizzare l'Unione europea e l'opinione pubblica "sull’importanza dei diritti umani traslati nel mondo del digitale e dell’online”, conclude Semenzin.

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