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Soldatesse dell'esercito italia, foto a scopo illustrativo ANSA/CRISTIANO CHIODI/DRN

Soldatesse dell'esercito italia, foto a scopo illustrativo ANSA/CRISTIANO CHIODI/DRN

Basta biancheria maschile anche alle soldatesse, così la Svizzera prova a reclutare più donne

Anche altri capi dell'abbigliamento militare, che ora sono pensati per il corpo di un uomo, saranno adattati alla differenza fisica. “Questo può fare la differenza quando devi strisciare in un campo con un bagaglio di 27 chili sulle spalle”

L'esercito svizzero sta cercando di aumentare il numero di donne tra le sue reclute e una delle maniere per farlo è quello di consentire loro di indossare biancheria intima femminile. Con il sistema attuale, l'uniforme standard rilasciata alle reclute militari include solo quella maschile che è spesso troppo grande e scomoda per loro.

"L'abbigliamento è progettato per gli uomini, ma se l'esercito vuole davvero diventare più femminile, sono necessarie misure appropriate", ha detto Marianne Binder, membro del Consiglio nazionale svizzero, secondo cui offrire alle donne biancheria intima più adatta incoraggerebbe più di loro a fare domanda per unirsi ai militari. Come riporta la Bbc il portavoce dell'esercito Kaj-Gunnar Sievert ha spiegato anche, all'inizio di questa settimana, che si stanno valutando dei cambiamenti in relazione ad altre forniture, come indumenti da combattimento, giubbotti protettivi e zaini. "L'attenzione sarà concentrata su vestibilità e funzionalità", ha detto, aggiungendo che le taglie erano fino ad ora piuttosto limitate. Donne e uomini nelle forze armate svizzere hanno gli stessi compiti dal 2004. Una donna soldato ha spiegato al sito di informazione Watson che la biancheria intima “fa differenza se devi strisciare per terra con 27 chilogrammi di bagagli sulle spalle o se devi solo sederti tranquillamente su una sedia in ufficio".

Un problema del genere c'è stato anche negli Stati Uniti. Come ricorda il Guardian all'inizio di marzo il corpo dei marines ha annunciato che avrebbe rimosso un'indennità per la sostituzione della biancheria intima precedentemente concessa solo a reclute di sesso maschile. La discrepanza è stata notata come parte di un rapporto del Government Accountability Office che ha rilevato che alcune reclute hanno speso più di 8mila dollari dei propri soldi in vestiti nel corso della loro carriera, mentre gli uomini spesso utilizzavano dei voucher a loro concssi.

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