Martedì, 16 Luglio 2024
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La battaglia di Mussolini contro Meloni sui figli delle coppie gay

L'eurodeputata di FI si sfila dalla maggioranza e chiede al Parlamento Ue un intervento per obbligare gli Stati a registrare tutti gli atti di nascita a prescindere dalla modalità di concepimento

Una voce contraria si alza dalla destra sul tema della filiazione Lgbt+. È quella di Alessandra Mussolini, eurodeputata di Forza Italia (gruppo Ppe) che al Parlamento europeo è intervenuta per proporre a Bruxelles di legiferare affinché non vi siano discriminazioni di alcun genere su questo tema. Nonostante la medesima appartenenza politica, la politica esprime una posizione in netto contrasto con quella della destra al governo. Dopo la misura adottata dalla procura di Padova di impugnare gli atti di nascita di figli di madri lesbiche, Meloni sta facendo della lotta ai diritti della comunità Lgbt+ uno dei suoi cavalli di battaglia. A cui la Mussolini non è intenzionata ad adeguarsi.

Diritto alla registrazione

"L'utero non è diritto pubblico, è organo del nostro corpo privato e personale", ha affermato Mussolini nel corso di un punto stampa a Bruxelles per presentare un emendamento appena inserito in un rapporto della commissione Libertà civili del Parlamento europeo. "Dato che i diritti dei minori sono 'universali', incluso quello al riconoscimento della filiazione, il Parlamento europeo esorta gli Stati membri a registrare gli atti di nascita indipendentemente dal modo in cui il figlio è stato concepito o è nato e dal tipo di famiglia da cui proviene", è scritto nell'emendamento presentato dall'esponente di Forza Italia.

Il testo precisa che la registrazione debba avvenire "sia esso figlio di un genitore unico, di una coppia di fatto, di una coppia sposata o di una coppia che ha contratto un'unione registrata, compreso il figlio con due genitori dello stesso sesso o adottato a livello nazionale in uno Stato membro da uno o due genitori". La vice capo-delegazione di Forza Italia ha inserito la richiesta in un emendamento al rapporto della commissione Libertà Civili (Libe) sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Ue nel 2022 e 2023. La politica, che alterna all'attività parlamentare quella nel mondo dello spettacolo, è la relatrice "ombra" sul rapporto, in collaborazione con Katarina Barley, del gruppo dei Socialisti & Democratici, che è la relatrice principale.

Lo stimolo europeo

"Il diritto alla filiazione, allo status del bambino è un diritto universale, a prescindere dal nucleo familiare che lo genera. La famiglia non può incidere su un diritto individuale universale", ha spiegato l'eurodeputata ai cronisti. A chi ha fatto notare che la maggioranza in Italia è orientata su altre posizioni, Mussolini ha risposto che "l'Ue ha un ruolo fondamentale nell'armonizzare le leggi e le norme tra gli Stati membri e a stimolare al raggiungimento di sempre maggiori diritti civili, che sono individuali". La politica ha infine ricordato che "il diritto può solo lambire l'isola della famiglia", ma che non è corretto "inserirsi" troppo nel nucleo familiare. "I bambini devono essere difesi da tutto e da tutti, a prescindere. Noi siamo in Europa e l'Ue funge da sprone e da stimolo", ha concluso l'eurodeputata dei popolari europei.

Sostegno a cinque stelle

La notizia è stata accolta con favore da alcuni avversari politici del governo italiano guidato da Fratelli d'Italia. "Finalmente dalla destra si leva una voce a favore dei diritti umani, dell’uguaglianza e della libertà, valori non negoziabili e sanciti nei Trattati dell’Unione europea", ha commentato l'eurodeputata del Movimento 5 Stelle Laura Ferrara, che promette di sostenere l’emendamento presentato dalla Mussolini e di votarlo nella commissione Libertà Civili del Parlamento europeo. "Auspichiamo che quella della Mussolini non sia una voce isolata ma che sempre più esponenti della destra dimostrino di avere a cuore gli interessi superiori dei bambini e dei loro genitori", ha aggiunto l'europarlamentare stellata. "Forza Italia che farà adesso? Si schiererà dalla parte dell’estrema destra omofoba o da parte delle libertà civili?", ha concluso Ferrara.

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