Giovedì, 23 Settembre 2021
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"Rappresento un museo, prestatemi il carro armato": pensionato ruba 20 veicoli militari

Diceva di lavorare per un istituto londinese, mentre trafficava mezzi d’epoca sottratti con l’inganno. A insospettire le autorità inglesi è stato l’arrivo di un blindato tedesco al porto di Southampton

Si spacciava per l’esperto rappresentante di un blasonato museo londinese e proponeva ai direttori degli istituti museali di mezza Europa accordi di fornitura di articoli da collezione in cambio di veicoli militari da esporre in Inghilterra per limitati periodi di tempo. Ma Michael Whatley, militare in pensione di 65 anni, in realtà agiva per conto proprio, con il solo intento di incrementare il suo arsenale personale, nel quale la polizia britannica ha trovato anche tre carri armati sottratti con l’inganno a un museo di Bruxelles.

L’ex maggiore dell’Esercito britannico ad agosto è stato condannato a due anni di detenzione. La notizia, inizialmente pubblicata solo in Inghilterra, è salita alla ribalta in Belgio dopo che Michel Jaupart, direttore del War Heritage Institute, ha ammesso che tra le vittime della truffa c’era anche il Museo reale delle forze armate, situato nel parco del Cinquantenario della capitale belga. Il sedicente rappresentante dell’Household Cavalry Museum di Londra, istituto completamente all’oscuro dell’attività di Whatley, anni fa riuscì a sottrarre all’istituto belga tre carri armati, un cannone antiaereo, un veicolo per il trasporto di truppe, un'auto blindata e una motocicletta Bombardier.

“La giustizia britannica ci ha dato ragione”, ha dichiarato con soddisfazione il direttore Jaupart in un’intervista alla rete televisiva Bx1. “Andremo a recuperare i pezzi trasferiti al signor Whatley, che al momento si trovano in Gran Bretagna”, ha garantito il capo dell’istituto museale rimasto impigliato nella rete di truffe perpetrate dall'inglese a partire dal 2001. Il militare in pensione è riuscito a ingannare musei ed enti pubblici in almeno altri due Paesi: Germania e Svezia. 

Le indagini sono iniziate quando la polizia di frontiera del Regno Unito è stata informata dell’arrivo al porto di Southampton di un carro armato tedesco Leopard Bergepanzer e di un veicolo blindato inglese Saladin. Dalle verifiche degli inquirenti sono emersi abbastanza elementi a carico del 65enne da portare alla perquisizione di un deposito a Ludgershall, a poco più di 120 chilometri a ovest di Londra, e della casa privata dell’ex maggiore, dove le autorità hanno trovato un autentico arsenale di venti veicoli militari con “alcuni armamenti in funzione”.

Secondo i giudici inglesi, l’ex militate “ha agito in modo assolutamente disonesto” ed è riuscito a convincere “i musei e i governi stranieri che i veicoli (militari, ndr) sarebbero stati conservati” all’Household Cavalry Museum di Londra. Una truffa resa possibile “dalla sua posizione di fiducia nell’Esercito” che consentiva al pensionato di adoperare diversi escamotage, come l’uso di “carta da lettere ufficiale intestata per corrispondere con le parti interessate” per dare l’impressione a queste ultime che Whatley “stesse agendo in una veste ufficiale, quando in realtà era puramente a proprio vantaggio”. L’ex militare potrà evitare il carcere grazie alla sospensione condizionale della pena, ma dovrà completare 150 ore di servizio sociale. 

“Come risultato della disonestà del maggiore Whatley - ha dichiarato il procuratore capo Ian Harris dopo la condanna - la fiducia reciproca che esisteva in precedenza all'interno della comunità museale, non solo nel Regno Unito ma in tutta Europa, è stata danneggiata dal suo comportamento e i musei hanno cambiato le loro politiche di donazione”.

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