Anche la Grecia avrà il suo muro anti-migranti, e sarà in mare

Il piano del governo conservatore per ridurre gli sbarchi nell'isola di Lesbo. Amnesty: “Potrebbe costare vite umane”

Seguendo l'esempio di Donald Trump con il Messico anche la Grecia ha deciso di costruire il suo muro per tenere lontani i migranti. Il governo conservatore di Atene intende testare un sistema di barriere galleggianti per fermare l'afflusso nel mar Egeo di rifugiati provenienti dalla Turchia.

Barriera galleggiante

"Vogliamo vedere se può essere realizzato e se può funzionare", ha detto il ministro ellenico della Difesa, Nikos Panagiotopoulos, a Skai Tv, dopo che l'esecutivo ha pubblicato ieri il bando per il progetto. L'idea è di costruire una barriera galleggiante, simile a quelle per contenere le chiazze petrolifere. Lunga 3 chilometri, alta mezzo metro sul livello del mare e dotata di luci lampeggianti, la barriera dovrebbe essere posta davanti a Lesbo, una delle isole dove avviene il maggior numero di sbarchi.

Le critiche

Il progetto ha già sollevato molte critiche e non è chiaro come possa funzionare. "Non capisco come potrebbe impedire alla gente di arrivare in Grecia", ha detto all'agenzia stampa Dpa una guardia costiera che ha chiesto l'anonimato. A suo parere i soccorritori dovrebbero comunque intervenire in aiuto dei migranti bloccati in mare dalle barriere. Intanto l'agenzia Onu per i profughi (Unhcr) e l'Ue hanno avvertito che la barriera rischia di violare il diritto d'asilo. Anche se i Paesi hanno il diritto legittimo a proteggere le frontiere, "molti dei migranti in arrivo sono rifugiati", ha detto alla Dpa il portavoce dell'Unhcr ad Atene, Boris Cheshirkov. "Tali barriere non devono rendere impossibile l'accesso alle politiche di asilo per quanti ne hanno potenzialmente bisogno", ha detto a Bruxelles il portavoce della Commissione Ue, Adalbert Jahnz, aggiungendo che sono stati chiesti ad Atene dettagli sul piano.

Picco di sbarchi

La Grecia sta facendo fronte ad un nuovo picco di arrivi di migranti sulle isole, iniziato lo scorso aprile. Attualmente nei centri di accoglienza di Lesbo, Chis, Samo, Leros e Kos si trovano 40mila migranti, stipati in strutture costruite per un totale di 7500 posti. Nel 2019 quasi 60.000 persone hanno raggiunto il territorio greco via mare, poco meno del doppio rispetto al 2018. Tra gennaio e ottobre, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni ha registrato 66 morti lungo la rotta del Mediterraneo orientale.

L'allarme di Amnesty

Per Amnesty International la proposta del governo greco "evidenzia una preoccupante escalation dei tentativi in atto da parte del governo di Atene di rendere ancora più difficile per i richiedenti asilo e i rifugiati arrivare sul territorio greco e renderà ancora più pericoloso il viaggio di coloro che cercano la salvezza disperatamente". Secondo Massimo Moratti, direttore delle ricerche sull'Europa della Ong, "il progetto pone importanti interrogatori rispetto alla capacità delle organizzazioni di soccorso di continuare a prestare la propria assistenza per salvare la vita di chi intraprende il pericoloso viaggio in mare alla volta di Lesbo. Il governo deve urgentemente fornire dettagli operativi e chiarire quali indispensabili misure di sicurezza saranno adottate per garantire che questo sistema non costi altre vite umane".

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