Corte Ue: "Le multe stradali siano riconosciute in tutta Europa"

Il caso di un cittadinio polacco che ha tentato di evitare di pagare la sanzione elevata in Olanda. L'Italia ogni anno perde 70 milioni di euro per la mancata riscossione delle contravvenzioni a carico di veicoli stranieri

Attenzione alle multe all'estero e non pagate: se l'infrazione è avvenuta all'interno dell'Ue, l'autorità nazionale competente ha tutto il diritto di chiedere, e ottenere, il pagamento. Cosa che finora è stata un po' ovunque difficile da ottenere. Per esempio, solo il nostro Paese, non riesce a riscuotere multe a cittadini stranieri (o con auto con targa straniera) per un valore annuo di 70 milioni di euro. Un deficit che adesso, grazie anche a una sentenza della Corte di giustizia dell'Ue, potrebbe venire colmato.

I giudici europei hanno infatti stabilito che uno Stato membro dell'Ue non può rifiutare il riconoscimento e l'esecuzione di una multa per un'infrazione stradale commessa in un altro Paese dell'Unione se la persona interessata ne è stata debitamente informata e ha avuto il tempo per presentare ricorso. Per notifica e ricorsi valgono le regole in vigore nel Paese in cui è avvenuta l'infrazione, e non quelle dello Stato di provenienza del sanzionato.

La sentenza riguarda il caso di un cittadino polacco destinatario di un'ammenda da 232 euro per un'infrazione stradale commessa nei Paesi Bassi dal conducente di un veicolo immatricolato in Polonia a suo nome. Infatti, conformemente al codice della strada dei Paesi Bassi, la responsabilità incombe alla persona a nome della quale il veicolo è immatricolato, salvo prova contraria. L'uomo ha ricevuto a casa la notifica della multa ma non ha usato il periodo a disposizione per presentare ricorso, rendendo così la decisione definitiva.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

I Paesi Bassi hanno quindi chiesto alla giustizia polacca di riscuotere l'ammenda, ma davanti al giudice l'uomo ha affermato che, alla data dell'infrazione contestata, aveva già venduto il veicolo in questione e ne aveva informato il proprio assicuratore, ma non l'autorità responsabile dell'immatricolazione. Secondo la Corte, nei limiti in cui la presunzione di responsabilità prevista dal codice della strada dei Paesi Bassi può essere invertita e nella misura in cui è dimostrato che il destinatario dell'ammenda avrebbe potuto presentare ricorso, la presunzione di responsabilità non può impedire il riconoscimento e l'esecuzione della decisione.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • In Svezia non c'è la seconda ondata, l'epidemiologo di Stato: "La nostra strategia è sostenibile"

  • “Maxi-riciclaggio da 2mila miliardi”. Trema il settore bancario: coinvolti tre istituti europei

  • “Salvini marionetta di Putin”, l'alleato di Berlusconi attacca la Lega

  • L'Irlanda mette in quarantena chi arriva dall'Italia

  • Ryanar taglia il 40% dei voli a ottobre e accusa i governi Ue: "Cattiva gestione della crisi Covid"

  • Nuovi lockdown a Madrid, a Marsiglia terapie intensive piene. In Ue avanza la seconda ondata

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
EuropaToday è in caricamento