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Giovedì, 29 Febbraio 2024
La classifica

Il Paese europeo che ha dimezzato i morti sulle strade

Secondo un report il più sicuro è la Norvegia , ma ce n'è un altro che ha lavorato meglio. In Italia si usa troppo l'auto e la mortalità resta medio-alta

Il miglioramento è stato netto. La Polonia ha ridotto le vittime della strada del 47% tra il 2012 e il 2022. È quanto rileva il Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti (Etsc), che ha assegnato a Varsavia il premio dell'indice sulla sicurezza stradale (Road Safety Performance Index) per il 2023. La Lituania aveva vinto invece lo scorso anno. Il governo polacco è riuscito ad ottenere questi risultati grazie ad un impegno su vasta scala, realizzando una serie di misure, dalle infrastrutture all'incremento degli autovelox, incluso un incremento progressivo dei controlli sulla guida in stato di ebrezza. Una scelta che ha premiato gli sforzi di Varsavia. 

I dati

La riduzione media della mortalità stradale (il numero di morti sulle strade per abitante) dell'Ue è stata del 22%. Lo scorso anno la Polonia ha registrato una mortalità stradale pari a 50 persone per milione: un calo deciso rispetto alle 93 per milione del 2012. La mortalità nel 2022 è stata migliore di quella italiana (54 per milione). La Norvegia ha registrato invece le strade più sicure d'Europa (21 per milione), seguita dalla Svezia (22 per milione).

L'Etsc per l'occasione ha diffuso anche i dati che mostrano come i morti sulle strade dell'Ue siano aumentati del 4% lo scorso anno, raggiungendo quota 20.679. Questo numero è inferiore del 9% rispetto al 2019, l'ultimo anno prima che la pandemia di Covid-19 alterasse drasticamente i volumi di traffico. Secondo l'organizzazione a partire dal 2019 era atteso un calo del 17,2% per rimanere in linea con l'obiettivo dell'Ue e delle Nazioni Unite di dimezzare il numero di morti sulle strade entro il 2030. Così non è stato.

Mobilità in Italia: troppe auto, pochi trasporti pubblici

Nel paragrafo dedicato al Belpaese l'Etsc segnala come il pendolarismo per lavoro/studio è tornato ai livelli pre-pandemici, mentre è diminuita la mobilità per il tempo libero (- 7%). Sulle strade sono invece aumentati gli spostamenti per motivi familiari (+6%) rispetto ai livelli precedenti il 2020. A dominare è la mobilità urbana, che rappresenta il 70% del numero totale di spostamenti del Paese, con l'automobile che domina, rappresentando il 65% di tutti gli spostamenti (1,5% in più rispetto al 2019). "L'uso dell'auto è aumentato soprattutto nel sud del Paese, nelle piccole città e nelle aree suburbane", si legge nel report. "Allo stesso tempo, gli spostamenti a piedi sono diminuiti di 1,8 punti percentuali rispetto al 2019, forse a causa della mancanza di politiche di promozione della mobilità a piedi", rileva ancora il dossier. Elemento ancora più grave è la diminuzione dell'uso del trasporto pubblico, che ora rappresenta appena il 7,6% degli spostamenti, mentre nel 2019 era del 10,8%. L'unico dato positivo riguarda l'uso della bicicletta, che è aumentato arrivando a rappresentare il 4,7% degli spostamenti totali, mentre pre-pandemia era fermo al 3,3%.

Impegno trasversale

La giuria di esperti dell'Etsc ha citato diversi elementi chiave nella decisione di assegnare il premio di quest'anno alla Polonia. Oltre alla riduzione delle vittime della strada, è stato valutato positivamente il programma nazionale per la sicurezza stradale 2021-2030 adottato dal governo di Varsavia, che fissa l'obiettivo di ridurre del 50% sia i decessi che i feriti gravi. Degno di nota anche il programma quadriennale di infrastrutture stradali sicure su larga scala. È stata poi apprezzata l'espansione della rete di autovelox e di telecamere. Il governo polacco ha anche aumentato i controlli per la guida in stato di ebbrezza del 19% in media ogni anno tra il 2010 e il 2019.

Infine va segnalata l'introduzione del sistema dei "corridoi di emergenza" per consentire ai veicoli di emergenza di accedere ai luoghi di collisione sulle autostrade. "In dieci anni, la Polonia ha migliorato notevolmente la sicurezza stradale e ha dato l'esempio di come prendere sul serio la questione. C'è stato un vero e proprio impegno nel fissare obiettivi, migliorare le infrastrutture e potenziare l'applicazione delle norme, tutti fattori chiave di questa impressionante riduzione", ha dichiarato Antonio Avenoso, direttore esecutivo del Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti.

Velocità da ridurre

Questo importante sforzo può essere ancora migliorato. I limiti di velocità, ad esempio, restano troppo elevati visto che in Polonia sono fissati a 140 km/h sulle autostrade. Dopo la Germania, è la cifra più alta dell'Ue. Il consiglio europeo per la sicurezza stradale ha accolto con favore anche la decisione di eliminare i limiti di velocità notturni, che risultavano più elevati nelle aree urbane. Nel 2021 Varsavia ha optato per un limite permanente di 50 km/h. Secondo l'Etsc il Paese per migliorare ulteriormente dovrebbe prendere in considerazione anche la possibilità di limitare la velocità a 30 km/h sulle strade utilizzate da pedoni e ciclisti nelle aree urbane.

A marzo la Commissione europea ha annunciato il 'pacchetto sicurezza stradale', che apporta alcune modifiche alle patenti di guida e potrebbe migliorare l'applicazione transfrontaliera. "Anche la nuova iniziativa di consentire il riconoscimento transfrontaliero dei divieti di circolazione è apprezzabile", ha affermato Avenoso. "Spetta ora agli Stati membri e al Parlamento europeo garantire che gli elementi che potrebbero avere un impatto negativo sulla sicurezza stradale vengano eliminati e che i potenziali benefici per la sicurezza stradale del pacchetto non vengano annacquati lungo la strada, spesso insidiosa, per diventare legge", ha concluso il direttore.

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