Letizia Moratti in corsa per la Commissione Ue. Tajani: "Ha grandi capacità"

Tra i nomi dati in pole anche quello della segretaria generale della Farnesina, Elisabetta Belloni. Più dietro le ministre Bongiorno e Trenta

Letizia Moratti, presidente del Consiglio di Gestione di Ubi Banca, in occasione del convegno "Strategic Risk Governance e Sostenibilita'" organizzato da Ubi Banca, Milano, 3 ottobre 2018. ANSA / MATTEO BAZZI

Più passano i giorni, più cresce l'ipotesi che il governo di Giuseppe Conte proponga una donna a ricoprire il posto dell'Italia nella prossima Commissione europea di Ursula von der Leyen. E tra i nomi che circolano in queste ore, spunta anche quello di Letizia Moratti, l'ex sindaca di Milano. 

La neo presidente von der Leyen, infatti, è alla ricerca di commissari femminili per rendere più 'rosa' il suo esecutivo. E la Lega sta cercando appoggi trasversali per superare il traumatico avvio della nuova legislatura Ue: dopo aver trionfato alle elezioni europee, infatti, il Carroccio non ha saputo far pesare il proprio bagaglio di consensi nelle trattative per i posti chiave in Parlamento, restando fuori persino dalle vicepresidenze delle commissioni parlamentari. La scelta, poi, di non appoggiare von der Leyen nel delicato voto di fiducia a Strasburgo, avrebbe complicato i giochi di Salvini, che proprio in forza del risultato elettorale contava di 'imporre' un suo uomo nella nuova commissione. 

Nel frattempo, almeno a Strasburgo, i 5 stelle hanno rialzato la testa e fatto asse a distanza con il premier Conte. Riuscendo persino a ottenere una vicepresidenza del Parlamento con appena 14 deputati di partenza e neppur un gruppo parlamentare di riferimento. Il fatto poi di aver appoggiato von der Leyen è una carta in più da giocare sul tavolo delle trattative con il Carroccio, che di contro li ha accusati di inciucio con il Pd. 

Fatto sta che adesso Lega e 5 stelle devono riuscire a trovare un nome che non solo convinca la neo presidente della Commissione, ma che superi anche le eventuali resistenze dell'Aula di Strasburgo quando i singoli commissari dovranno incassare il voto di fiducia. Ecco perché Salvini, secondo il Corriere della Sera, starebbe pensando all'ex sindaca di Milano Moratti. Il suo trascorso in Forza Italia, infatti, potrebbe coinvincere i popolari, il principale gruppo a Strasburgo, a supportare i voti di sovranisti e conservatori (tra le cui fila c'è Fratelli d'Italia). 

Non a caso, l'uomo di punta dei forzisti in Europa, Antonio Tajani, ha già espresso parole d'elogio per Moratti: "E' stata ministro, sindaco, presidente della Rai, è persona che ha grande capacità. Credo che sarebbe un buon commissario. Per Tajani "servono personalità di questo tipo: non basta essere conosciuti ed esperti di una materia, servono personalità che abbiano la capacità politica di guidare una Direzione Generale e di fare delle scelte politiche. Non basta conoscere la materia, bisogna avere anche determinazione e forza".

Insieme a Moratti, l'altro nome che circola in queste ore è quello di Elisabetta Belloni, segretario generale del ministero degli Affari esteri. La sua eventuale nomina sarebbe gradita al M5s. E potrebbe ottenere l'appoggio non solo dei popolari, ma anche dei socialdemocratici, il gruppo del Pd: Belloni è stata infatti capo di gabinetto dell'ex premier Paolo Gentiloni.

Nel toto nomine, Moratti e Belloni sono date in pole. Più indietro, ci sarebbero le ministre Giulia Bongiorno (Lega) e Elisabetta Trenta (M5s). Ma i loro nomi sembrano per ora più utili a distogliere lo sguardo dai candidati (o meglio, dalle candidate) con più chance. 

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