I droni-pompiere del ponte Morandi fanno scuola in Europa

L’uso dei velivoli senza pilota al centro del summit di Bruxelles sulle operazioni di salvataggio. Ecco le riprese dopo la tragedia del 14 agosto  

I droni dei vigili del fuoco sono stati importantissimi per le operazioni di soccorso nella tragedia del crollo del ponte Morandi di Genova. Dei veri e propri "angeli" meccanici che rappresentano una sorta di avanguardia europea nel settore della protezione civile. Lo si è capito a Bruxelles, dove le immagini delle operazioni con i velivoli senza pilota dei pompieri italiani sono state al centro del summit “Droni e sicurezza pubblica”, organizzato dall’European Emergency Number Association.

Davanti a una platea di soccorritori e forze dell’ordine provenienti da tutta Europa, il responsabile del programma UAV dei vigili del fuoco, Onofrio Lorusso ha spiegato l’utilizzo e le potenzialità dei droni nelle operazioni di salvataggio in situazioni di rischio o calamità e in particolate il sistema di coordinamento tra i velivoli senza pilota e gli elicotteri di soccorso. Mostrando appunto le immagini delle operazioni durante i soccorsi al ponte Morandi.

Lorusso spiega che i droni “servono a garantire la sicurezza e quindi rendono più facile il lavoro dei soccorritori”. Durante le operazioni di soccorso sul quello che rimaneva del ponte Morandi, i droni erano “l’occhio in più che verificava le condizioni delle parti sospese” permettendo di “prendere la decisione giusta e pianificare le operazioni di soccorso”. 

Il caso Rigopiano

L’episodio che più di tutti mette in evidenza l’importanza dei droni nelle operazioni di salvataggio è la tragedia di Rigopiano, in cui persero la vita 29 persone. Nella sera del 18 gennaio 2014, quando una valanga di neve travolse la struttura alberghiera, Lorusso ricorda che “c’era una situazione molto particolare con condizioni meteo avverse di pioggia, neve, nebbia, che impedivano la possibilità di un volo dell’elicottero sopra lo scenario, quindi i soccorritori venivano lasciati a una certa distanza”. Lorusso sottolinea che in quelle ore drammatiche “il fatto di essere riusciti a mettere in volo un drone, nonostante le condizioni meteo avverse, e aver dato una visione dall’alto ha consentito di comprendere meglio la situazione e di intervenire in maniera mirata”. 

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Tra gli altri interventi in cui i Vigili del fuoco hanno utilizzato droni, Onofrio Lorusso ha ricordato anche il terremoto in Centro Italia del 2016. Contando su sette basi in tutto il territorio nazionale e 70 piloti, l’Ufficio di coordinamento del soccorso aereo dei vigili del fuoco ha in programma la formazione di nuovo personale qualificato e l’estensione del supporto dei droni nel campo del trattamento di sostanze pericolose di natura nucleare, batteriologica, chimica e radiologica.

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