L'Europarlamento con #MeToo, vuole misure più severe contro le molestie sessuali

Approvata in commissione Pari opportunità una relazione che chiede di armonizzare le politiche in materia degli Stati membri. Picierno (Pd): "Non intervenire significherebbe lasciare sole le donne"

foto Ansa - EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON

Il dibattito pubblico nato dopo lo scandalo Weinstein e campagna #MeToo ha mostrato che è necessario ridisegnare i confini di ciò che costituisce una molestia sessuale. I deputati della commissione Pari opportunità del Parlamento europeo hanno adottato un relazione che propone misure per combattere il mobbing e le molestie sessuali nell'Unione europea. Il testo, approvato con 21 voti favorevoli, 0 contrari, 5 astenuti, critica il fatto che le leggi e le definizioni in questo ambito variano tra gli Stati membri e invita la Commissione europea a proporre una direttiva contro tutte le forme di violenza contro le donne.

"Il movimento #MeToo ha mostrato al mondo quanto sia grande e diffuso il fenomeno delle molestie sessuali e del mobbing, anche negli spazi pubblici e di lavoro. Con questo rapporto chiediamo alla Commissione europea di agire a livello europeo, iniziando proponendo una chiara definizione legale di cosa siano le molestie sessuali, sottolineando le strategie educative e affrontando il drammatico fenomeno delle molestie online”, ha chiesto Pina Picierno del Pd, relatrice per il testo dell'Aula, secondo cui non intervenire con modifiche legislative “significherebbe 'tollerare' il mobbing e le molestie e lasciare le donne ancora più sole".

Il testo sottolinea la necessità “urgente” che gli Stati membri, le autorità locali e i sindacati comprendano gli ostacoli che le donne devono affrontare nel segnalare casi di molestie sessuali sul posto di lavoro e chiede di offrire loro il pieno sostegno per segnalare questi casi in sicurezza e senza timore di possibili conseguenze. I deputati invitano poi gli Stati membri a incoraggiare le politiche sul posto di lavoro basate sulla prevenzione, procedure riservate per trattare i reclami e sanzioni severe e dissuasive per i molestatori. I politici si rivolgono anche ai partiti stessi, chiedendo anche a loro di affrontare il problema, in particolare rivedendo le regole interne per introdurre una politica di tolleranza zero e sanzioni per i colpevoli. Esortano inoltre i parlamenti nazionali e locali a sostenere pienamente le vittime, a indagare sui casi, a tenere un registro confidenziale dei casi nonché a garantire una formazione obbligatoria a tutto il personale e ai membri sul rispetto e la dignità della donna.

Per combattere anche le molestie online la relazione esorta la Commissione europea a proporre una nuova definizione di "spazio pubblico", che rifletta l'evoluzione delle tecnologie di comunicazione e l'ascesa di spazi pubblici "virtuali" come i social network, chiedendo di ricordare ai fornitori di servizi Internet di proteggere i loro clienti online affrontando casi di abuso ripetitivo o di stalking. Infine si ribadisce che le campagne di sensibilizzazione ed educazione a tutti i livelli sono strumenti fondamentali per aiutare ad affrontare la violenza di genere.

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