Molestie sessuali, eurodeputata denuncia: “Anche io vittima di abusi”. Ma l'aula di Strasburgo è semivuota

Un gruppo di parlamentari ha scritto al presidente Tajani confermando i casi emersi nei giorni scorsi sulla stampa. Polemiche per le poche presenze al dibattito sul tema

© European Union 2017 - Source : EP.

“Me Too, anche io sono stati vittima di un abuso sessuale. E quello che mi fa più male è vedere questa persona potente che continua a fare quello che ha sempre fatto”. Comincia cosi' la denuncia dell'eurodeputata svedese della Gue, Linnea Engstrom, davanti alla plenaria del Parlamento Ue a Strasburgo. Un'aula semivuota, nel momento in cui decine di parlamentari, sia donne che uomini, hanno voluto testimoniare la loro rabbia contro le molestie sessuali. Un caso che da Hollywood è rimbalzato fino a Strasburgo, dove i media nei giorni scorsi hanno raccolto diverse testimonianze (almeno 54) di molestie a danno di deputate, assistenti e funzionarie avvenute proprio dentro il Parlamento europeo.

La lettera a Tajani

A confermare quanto raccontato dalla stampa sono stati alcuni eurodeputati, che hanno inviato una lettera al presidente Tajani: “Anche noi siamo stati vittime o testimoni di abusi, da commenti e comportamenti sessisti a molestie e aggressioni sessuali, da parte di eurodeputati o staff del Parlamento". 

“Adesso invece - ha detto prendendo la parola durante il dibattito sulle molestie - finalmente possiamo esternare queste memorie così dolorose , possiamo rompere il silenzio. Mi piacerebbe che dessero l'esempio anche molti più uomini". Nella missiva,  come riporta l'Ansa, si chiede ai colleghi del Parlamento di "incoraggiare le vittime a parlare e denunciare i casi attraverso le procedure formali con l'amministrazione dell'Eurocamera e con la polizia". All'amministrazione, tra le varie cose, di commissionare una verifica esterna sul fenomeno e di adottare misure per una tolleranza zero. 

Il Comitato di lotta contro la molestia

Per favorire le denunce, nelle sedi di Bruxelles e di Strasburgo sono stati affissi dei cartelli che invitano a rendere note eventuali molestie subite rivolgendosi al Comitato di lotta contro la molestia, presieduto dalla parlamentare Elisabeth Morin-Chartier (Ppe), che in aula ha detto: “Dobbiamo rompere il muro di silenzio e vincere la paura di chi non denuncia”.

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In molti, hanno sottolineato come spesso a patire di più questo fenomeno siano le assistenti parlamentari, ridotte al silenzio per paura di perdere il posto di lavoro. 

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