Molestie sessuali al Parlamento, il flop del corso: iscritti solo 19 deputati su 751 

Era nato sulla scorta degli scandali che hanno riguardato diversi europarlamentari e sostenuto da una risoluzione votata a stragrande maggioranza da Strasburgo. Ma una volta sgonfiatosi il clamore mediatico, gli onorevoli hanno disertato in massa le lezioni

Quando il tema delle molestie sessuali e psicologiche sul luogo di lavoro, sulla scorta del movimento #MeToo, aveva fatto irruzione al Parlamento europeo, con decine di casi segnalati da assistenti e funzionari, Strasburgo aveva preso un impegno solenne: facilitare le denunce tutelando l'anonimato e dare un formazione obbligatoria ai deputati per prevenire questi casi. Ma alla prima seduta del corso anti-molestie si sono presentati solo 19 europarlamentari. Su 751. Appena il 2,5%.

Un vero e proprio flop. E pensare che nell'ottobre 2017, erano stati 580 gli eurodeputati che avevano votato a favore di una formazione obbligatoria per tutti i membri del Parlamento europeo al fine aumentare la consapevolezza sulle molestie sul luogo di lavoro. Concetto ribadito qualche mese dopo, quando furono in 528 a sostenere un testo in cui si afferma che "la formazione sulle molestie sessuali e psicologiche dovrebbe essere obbligatoria per tutto il personale e i membri” dell'Unione europea. Chiaramente, Parlamento compreso.  

Da qui, la decisione di istituire un corso pilota nel quadro della “Tabella di marcia per misure preventive e di sostegno nei casi di conflitti e molestie”, un piano approvato dall'Ufficio del Parlamento. Solo che il corso, a dispetto di quanto indicato dagli atti ufficiali varati l'anno scorso, non è obbligatorio. Diversi deputati, come lo slovacco Vladimir Manka, si legge su Observer.eu che ha sollevato il caso, si sono opposti sostenendo “che non esiste una base legale per obbligare i deputati a seguire una formazione obbligatoria”. Affermazione che, scrive sempre l'Observer, non si capisce su che elementi poggi. 

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Per evitare nuove situazioni imbarazzanti come il flop del corso pilota, lo stesso Manka ha proposto che i prossimi eurodeputati eletti a maggio, una volta insediati, firmino una carta in cui si impegnano a partecipare a una formazione anti-molestie. Si vedrà. 

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