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Domenica, 14 Aprile 2024
Stretta sulle ong

Il 'modello Minniti' per l'Europa: il piano del governo Meloni sui migranti

L'Italia spera di introdurre un codice di condotta a livello europeo in linea con quello voluto dall'ex ministro del Partito democratico

Introdurre un codice di condotta Ue sul modello di quello voluto da Marco Minniti. Potrà sembrare un paradosso ma la strategia Ue sui migranti del governo di Giorgia Meloni è in sintonia con quella dell'ex ministro del Partito democratico. La proposta di una stretta sulle operazioni delle ong attive nel Mediterraneo farà parte delle idee che l'Italia metterà sul tavolo a una riunione di oggi tra i diplomatici Ue. Si tratta della prima occasione da quando è entrato in carica il nuovo governo per discutere a livello tecnico delle soluzioni di breve e medio periodo al nuovo incremento dei flussi migratori attraverso il Mediterraneo centrale. 

Il punto di discussione fa parte dell'agenda del Coreper, il comitato dei rappresentanti permanenti dei Paesi membri presso l'Ue. Nel mentre, la Commissione sta lavorando a un piano d'azione sulla gestione dei migranti per ricucire lo strappo interno all'Unione dopo lo scontro tra Italia e Francia sulla nave Ocean Viking. Assieme a un codice di condotta che vada a regolamentare le attività delle ong, che si sono fatte carico dei salvataggi in mare dopo il ritiro delle imbarcazioni Ue dalle zone del Mediterraneo più battute dai trafficanti di esseri umani, l'Italia spera anche di ottenere qualcosa di più in termini di ricollocamenti. Come evidenziato pubblicamente dalla stessa Meloni, all'impegno della Francia e di altri Paesi Ue di farsi carico di almeno 8mila migranti, è seguito il ricollocamento di una cifra irrisoria di richiedenti asilo. 

Lo scontro tra Italia e Francia allontana il Patto Ue sui migranti

A contribuire al mancato funzionamento del meccanismo volontario di ricollocamento dei migranti siglato lo scorso giugno (e in sintonia con l'Accordo di Malta del 2019), sono stati innanzitutto i problemi politici all'interno dei singoli Paesi sull'accoglienza di quote di migranti sbarcati nel Sud Europa. Un tema diventato ancora più evidente con la dura opposizione dell'estrema destra di Marine Le Pen allo sbarco in Francia dell'Ocean Viking. Ma a impedire i ricollocamenti sono anche altre questioni puramente burocratiche che riguardano le procedure di registrazione, accoglienza e trasferimento dei richiedenti asilo, che durano circa due anni. Temi tecnici, ma soprattutto politici, sui quali il governo italiano spera di fare passi avanti, lasciandosi alle spalle la crisi con Parigi.

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