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Domenica, 29 Gennaio 2023
Lo scandalo / Irlanda

Ministro finisce nei guai per un contributo elettorale di mille euro

Un imprenditore per sostenerlo ha affitto manifesti del politico pagando di tasca propria alcuni lavoratori. Ma il gesto rappresentava una donazione non dichiarata

Inguaiato da un proprio sostenitore. È successo a Paschal Donohoe, ministro irlandese della Spesa pubblica nonché presidente dell'Eurogruppo. Il politico ha ammesso al Parlamento di Dublino di aver ricevuto "inconsapevolmente" donazioni durante le campagne elettorali del 2016 e del 2020 in violazione delle regole nazionali. Ma l'offerta ricevuta e non dichiarata non consisterebbe una somma di denaro, bensì in un servizio di attacchinaggio regalato a Donohoe da un imprenditore amico.

Si tratta dell'ex capo della Construction Industry Federation, Michael Stone, il quale ha confermato di aver pagato alcuni suoi dipendenti e i veicoli necessari per affiggere i manifesti di Donohoe nelle ultime due campagne elettorali. L'uomo d'affari si è preso la responsabilità per aver messo il ministro in una posizione scomoda e si è dimesso da due incarichi di nomina governativa presso l'Agenzia per lo sviluppo del territorio e un fondo per la riqualificazione urbana.

Soprattutto in tempi come quelli che viviamo, con il Qatargate che ha mostrato come alcuni politici e funzionari corrotti possano ricevere mazzette di milioni di euro, quanto avvenuto in Irlanda può sembrare davvero cosa da poco. E invece nella nazione la cosa ha fatto tale scandalo che Donohoe si è già dovuto scusare per ben due volte di fronte al Parlamento e non si esclude che la vicenda possa avere altre conseguenze politiche e non solo. Una vera e propria beffa per il ministro che, stando a quanto riportato dai media locali, non avrebbe intascato un solo quattrino.

Il ministro irlandese e presidente dell'Eurogruppo, dopo essersi scusato pubblicamente, ha garantito che il suo registro personale per le spese elettorali del 2020 è stato aggiornato per includere gli 864 euro di retribuzione per la manodopera e i 392,20 euro per i veicoli utilizzati per affiggere manifesti elettorali durante l'ultima campagna elettorale, quella del 2020. La scorsa settimana Donohoe si era già scusato per non aver dato conto in precedenza di una donazione di 1.057 euro, anche questa equivalente ai costi di attacchinaggio, che avrebbe dovuto essere inclusa nella dichiarazione delle spese per le elezioni del 2016. 

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Il primo ministro Leo Varadkar ha affermato di credere alle spiegazioni fornite dal ministro Donohoe. Quest'ultimo ha infine descritto i suoi errori come il risultato di "un'attenzione inadeguata" nei mesi in cui era a capo della campagna del suo partito, il Fine Gael, in 39 collegi elettorali sparsi per l'isola. Il presidente dell'Eurogruppo a insistito sul fatto che non era al corrente che Stone avesse pagato i propri operai per affiggere manifesti.

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