Il mini-vertice di Bruxelles non parte con i migliori auspici, “irritazione” dell'Italia sui migranti

Domenica Juncker ospiterà 10 Paesi tra cui il nostro per discutere del tema immigrazione. Berlino spinge perché si affronti soprattutto la questione dei movimenti interni all'Europa mentre Roma vuole che ci si concentri su come ridurre gli sbarchi

Il modo in cui il dossier migrazione sta venendo trattato in vista del vertice informale a Bruxelles non piace al governo italiano, che ha fatto trapelare di provare “forte irritazione” per le soluzioni proposte sulla questione dei ricollocamenti dei migranti. Domenica il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ospiterà una riunione a cui dovrebbero partecipare Italia, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Belgio, Austria, Bulgaria, Malta e Grecia, per preparare meglio il Consiglio europeo di domenica. Ma il mini summit rischia di allargare le distanze del già diviso fronte europeo. Fonti di Palazzo Chigi sottolineano come, sulla questione dei "movimenti secondari", l'Italia sarebbe pronta a puntare i piedi se non sarà affrontata prima il tema degli sbarchi nei Paesi di primo approdo.

Il tema dei migranti è stato al centro anche dell'incontro di stamani tra il premier Giuseppe Conte e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e poi, nel pomeriggio, del vertice tra lo stesso presidente del Consiglio e i suoi due vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio alla presenza anche del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. A Tusk, ha spiegato lo stesso Conte su Twitter, "ho anticipato che al pre vertice di Bruxelles non sono disponibile a discutere dei 'secondary movements' senza prima aver affrontato l'emergenza dei 'primary movements' che l'Italia si ritrova ad affrontare da sola".

L'iniziativa del mini-vertice è partita da Berlino. Angela Merkel, al centro di uno scontro con il suo governo con il ministro dell'Interno, Horst Seehofer, che chiede di respingere alla frontiera i richiedenti asilo entrati nell'Ue da un altro Stato membro, vorrebbe discutere in particolare questione dei movimenti secondari, ovvero gli spostamenti dei richiedenti asilo tra i vari Paesi membri. Ma interesse italiano è che si discuta invece anche, e soprattutto, la questione degli ingressi in Europa, e quindi degli sbarchi. Se così non sarà il leader della Lega Salvini ha anche minacciato di rivedere il contributo al bilancio europeo. "Confidiamo nel buon senso dei colleghi europei anche perché non vorremmo arrivare a ridiscutere il finanziamento italiano all'Unione europea", ha dichiarato oggi aggiungendo che se al mini-vertice si arrivasse con una soluzione già decisa e contraria agli interessi italiani, a Bruxelles domenica "non andiamo nemmeno, risparmiamo i soldi del viaggio".

Il testo della bozza, visionato dall'Ansa, mostra in effetti come la questione dei movimenti secondari sia centrale nelle conclusioni del mini-summit. Nel testo ci si impegna a "un forte impegno per avanzare nella politica migratoria europea" con la "riduzione del numero di arrivi illegali nell'Unione", attraverso una serie di misure e proposte, ma si sottolinea anche "una forte necessità di ridurre in modo significativo i movimenti secondari, evitando attraversamenti illegali delle frontiere interne tra Stati membri di migranti e richiedenti asilo e assicurando" procedure "veloci" per i trasferimenti verso il Paese competente.

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Nel documento si parla anche di introdurre "meccanismi flessibili congiunti per le riammissioni dei migranti", "controlli dei viaggi in uscita alle stazioni di treni, bus e aeroporti" e "l'obbligo per i richiedenti asilo di restare nei Paesi competenti", pena sanzioni. Secondo i leader poi l'agenzia Ue Frontex dovrebbe essere trasformata in "una vera e propria polizia di frontiera", e quella del sostegno all'asilo Easo, dovrebbe occuparsi anche dei rimpatri di coloro ai quali non viene accettata la richiesta di asilo.

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